Claudio Durigon Giuseppe Conte
Claudio Durigon con il premier Giuseppe Conte

Se ti comperi Ronaldo, poi tutti i giocatori in capo e manco vinci… La grande sconfitta delle elezioni provinciali (una mostruosità politica che chiede vendetta all’universo e alla ragione) è la Lega, meglio il metodo della Lega discarica di tutte le frustrazioni. Nonostante abbia accolto tutto l’accoglibile, in particolare i coerentissimi esponenti di An che sono passati dal nazionalismo al campanilismo senza colpo ferire (come il 25 luglio, un classico), ha preso solo un consigliere. Uno, dicasi uno: perché se sei giovani ma ti vesti da vecchio e ti dipingi pure la barba bianca il risultato è che voteranno il vecchio originale. Infatti Forza Italia li quadruplica e pure l’acciaccato Damiano Coletta con Terra fa tre volte meglio di loro. La fortuna, diceva Machiavelli, non è il caso che ti premia, ma la capacità di costruire le condizione affinché quando passa tu la cogli. Claudio Durigon poteva sbaragliare il banco come fece forza Italia nel ’93 quando non “recupero” democristiani e socialisti, ma investi in Fazzone, Cusani, poi Cosimino Mitrano, Salvatore De Meo, le nostalgie le lascio ad An e alla microdc di Michele Forte. La storia insegna, ma bisogna conoscerla.