sabato 26 Novembre 2022

Elezioni politiche, l’analisi del segretario provinciale del Pd Sarubbo

‘Chi vince festeggia, chi perde spiega’. Mentre il centrodestra pontino si gode la netta affermazione nella consultazione elettorale di domenica scorsa, per il centrosinistra, e per il Partito Democratico in modo particolare, è il momento di cercare di capire e spiegarsi, come dice il detto, cosa non è andato.

Dei candidati proposti, nessuno è stato eletto. Fuori dal parlamento, quindi, il candidato all’uninominale nel collegio di Latina Tommaso Malandruccolo, l’ex assessore regionale Rita Visini, di Terracina, in corsa nel collegio uninominale di Terracina. Oltre a Stefano Vanzini, che era invece inserito nel plurinominale della Camera in terza posizione.

Le parole del segretario

Gli elettori pontini non hanno creduto nel progetto proposto loro, e la sconfitta è ammessa senza mezzi termini dai vertici provinciali: “Abbiamo perso nettamente – commenta il segretario provinciale del partito Omar Sarubbo – Complimenti e i migliori auguri di buon governo ai vincitori (la destra senza centro) a cui i cittadini italiani hanno rivolto la loro fiducia. Non c’è tempo. Abbiamo il dovere di riprenderci in fretta, cambiare, tornare a crescere perché le idee che riteniamo valide sono fragili se prive del consenso dei cittadini. Un consenso che non arriverà se non avremo posizioni nette sui temi principali, sui valori, sulla società del futuro: chiare, semplici, radicali quando necessario. Non arriverà senza una opposizione dura e incalzante in parlamento e nei territori. Non arriverà se non ci facciamo costruttori di una coalizione larga per l’alternativa democratica e progressista. A partire dalle imminenti elezioni regionali. Meno superbia, più generosità. Vogliamo davvero difendere la Costituzione – aggiunge – l’idea di una Europa solidale ed inclusiva, i diritti civili e le libertà individuali, la dignità del lavoro adeguatamente retribuito, l’ambiente, i più fragili? Allora servono battaglie e voti, non il solo presuntuoso convincimento di essere nel giusto. La ragione non fa numero. Abbiamo avuto e dovremo avere responsabilità, certo, come abbiamo fatto nella fase più dura del Covid e della crisi economica, ma guai a confondere il senso del dovere nei riguardi del Paese con l’ambizione del governo a tutti i costi o con chiunque. Quest’ultimo è percepito come potere fine a sé stesso (anzi, lo è)”.

Nei collegi che interessano la provincia di Latina entrano invece Bruno Astorre per il Senato e Matteo Orfini per la Camera. Fa il suo ingresso in Parlamento anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, eletto al plurinominale Lazio 1 P01.

CORRELATI

spot_img
spot_img