sabato 3 Dicembre 2022

Elezioni Maenza, poche ore alla sfida Sperduti-Napoleoni. Turismo e biogas i temi caldi

di Luigi D’Arcangelis – Maenza è uno dei centri della provincia di Latina nei quali si voterà per scegliere il nuovo sindaco e rinnovare il Consiglio Comunale nelle prossime elezioni Amministrative del 25 maggio.

Due sono i candidati che si contenderanno la poltrona di primo cittadino. Da un lato, per quanto riguarda l’area che potrebbe estensivamente essere definita “di centrodestra”, Rosalba Napoleoni, erede dell’attuale sindaco Francesco Mastracci e assessore all’Ambiente uscente, che guiderà la lista Impegno per Maenza. Ad affrontarla, per il “centrosinistra”, Claudio Sperduti, esponente del comitato No Biogas e vincitore dalle primarie del Partito Democratico – ha battuto Paola Cacciotti – , che sarà alla testa di Progetto per Maenza.

“In questi anni di lavoro nell’Amministrazione – le parole della Napoleoni – ho capito quanto i cittadini abbiano bisogno di essere ascoltati, sempre, non solo a ridosso delle elezioni, e che soprattutto da chi li amministra si attendono delle risposte. Ecco perché prometto solo quello che sono certa di poter mantenere. Continueremo il cammino iniziato 5 anni fa, e cercheremo di realizzare il programma che abbiamo proposto ai cittadini”.

Il programma, appunto. Rilancio del turismo, recupero del centro storico e miglioramento della viabilità i principali obiettivi che si pone la candidata di Impegno per Maenza. Poi, il tema ambiente. Da un lato, la proposta di realizzare un’isola ecologica. Dall’altro, la scottante questione della centrale a biogas: “Credo sia una grande opportunità di sviluppo, e darà certamente una mano anche a tanti piccoli agricoltori per lo smaltimento del letame. Certo però non ne farei fare un’altra, credo che quella che verrà inaugurata nelle prossime ore sia più che sufficiente per il nostro territorio”.

Identità ed educazione i temi dai quali parte, invece, Claudio Sperduti per il rilancio del paese pontino: “Ci siamo dimenticati chi siamo, da dove veniamo. Il castello, il museo del paesaggio, l’ostello della gioventù sono cuori che devono tornare a pulsare. Molti bambini non hanno coscienza di quali siano le nostre origini, per questo dobbiamo ricominciare dalle scuole, collaborare con le insegnanti e i direttori didattici per ricreare lo spirito di appartenenza, cercare insieme i percorsi didattici migliori per i nostri figli”.

Anche il candidato di Progetto per Maenza riconosce l’importanza che l’attività turistica può rivestire per far ripartire l’economia, puntando sulle bellezze di Maenza e sui suoi prodotti tipici: “Eravamo il paese della crespella e l’abbiamo fatta morire, abbiamo un olio che ci invidiano e non lo valorizziamo. Sì e no portiamo avanti la sagra delle ciliegie, ma è questione di un giorno ed è tutto finito. E invece possiamo, dobbiamo fare molto di più. Dobbiamo ripartire da quello che abbiamo. Che non è poco”.

Infine, non poteva mancare un accenno all’argomento biogas: “Io quel progetto l’ho osteggiato da subito. Ma non perché abbia qualcosa in contrario, dei pregiudizi, quanto perché lo reputo inidoneo rispetto a quelle che sono le caratteristiche del nostro paese. Si trasforma un’area agricola in qualcosa di molto diverso, anche perché non si capisce neanche come si faccia ad alimentarlo un impianto così, non ci sono mica allevamenti da mille capi ciascuno lì in zona. Significa che ci sarà un andirivieni pazzesco di camion in un’area che ha una viabilità limitata”.

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