Davide Lemma e Francesco Miscioscia
Davide Lemma e Francesco Miscioscia

Davide Lemma, con un passato nel Latina Calcio e una breve esperienza in Fratelli d’Italia, ha scelto di candidarsi a sindaco con la lista La Tua Voce per Latina. A lungo corteggiato da Forza Italia, non ha ceduto perché non vuole andare con i protagonisti della recente politica di Latina ma non esclude di schierarsi al ballottaggio. Ne abbiamo parlato in una lunga conversazione incentrata sulle prossime elezioni amministrative.

 Che cos’è “La tua voce per Latina”?

“La tua voce per Latina” parte da “La tua voce per l’Italia”, un movimento politico che si sta organizzando giorno dopo giorno e presto esploderà in positivo. “La tua voce” mi è piaciuto perché a Latina c’è bisogno di ascoltare. Soprattutto noi che facciamo politica dobbiamo essere pronti a farlo. I problemi sono tanti. Nessuno si aspetta che domani parta la metropolitana o si costruiscano grattacieli. Oggi bisogna prendere una strada che migliori la qualità della vita delle persone risolvendo i loro tanti piccoli problemi.

La tua voce per l’Italia fa capo a politici già noti?

Assolutamente no, sono famiglie di italiani che hanno fatto investimenti su questo movimento politico, non hanno fatto parte di governi precedenti né hanno tessere di partito.

Oggi di cosa ha bisogno Latina realmente?

Si racchiude tutto in una parola: legalità. Ciò comprende sicurezza, ma anche famiglia e sociale, che sono gli altri punti del nostro programma. Veniamo da due commissariamenti, è un segnale molto brutto, senza nulla togliere ai due commissari. Anzi, io ho proposto Barbato sindaco perché mi sembra una persona che abbia fatto più di quanto doveva fare chi doveva governare.

Cosa si intende per legalità?

Legalità è Latina Ambiente, legalità sono gli appalti. Faccio un esempio che ha fatto anche il Commissario Prefettizio. Barbato ha visto un preventivo per sistemare il Palazzo della Cultura, da 800 mila euro. Gli stessi lavori li ha realizzati con 130 mila euro. C’è qualcosa che non funziona allora nella macchina ammnistrativa. Questa differenza non ci può stare. Lo stesso vale per il caso della variante Malvaso. Non si può sequestrare una struttura del genere quando è ora di montare le finestre. Forse era meglio non far partire i lavori e non lasciare ora quella palazzina 20 anni ferma.

È un problema di macchina amministrativa?

Sicuramente, la burocrazia è vergognosa, spero di riuscire a metterci presto gli occhi sopra.

Che altro ci dice del suo programma?

Si basa su legalità, sicurezza, famiglia, e sociale, sono quattro punti orizzontali. Bisogna creare posti di lavoro, lo diciamo da 20 anni, diventa retorica anche per me. Un sindaco non crea posti di lavoro ma per esempio c’è la Marina, con gli stabilimenti che non si sa se devono essere montati o smontati. Questa è una città meravigliosa che potrebbe avere tante cose da far esplodere. Però bisogna lavorare con i propositi giusti, se invece continuiamo a pensare all’io, alla spartizione di poltrone, tra due anni torniamo alle elezioni. Io credo che a Latina si possano votare ora solo due persone, Damiano Coletta o Davide Lemma che sono due persone nuove. Inutile lamentarsi e poi riportare le stesse persone al Governo.

Quindi se Damiano Coletta andasse al ballottaggio lo appoggerebbe?

Al ballottaggio io appoggerei le persone che vogliono fare bene. Sono sicuro che Coletta è uno di questi, lo conosco personalmente, è una persona per bene, le scelte sono queste se si vuole rinnovamento, altrimenti ci rimettiamo nella fossa dei leoni.

È la sua prima esperienza politica?

Ho fatto delle primarie in Fratelli d’Italia nel 2014, arrivai secondo dietro Calandrini come referente provinciale nel direttivo nazionale del partito. Comunque io non sono uno che crede molto nelle primarie.

È consapevole che amministrare la macchina pubblica non è facile?

Guardiamoci intorno, se queste sono le capacità di chi ha amministrato… Mi dicono “Dove vai, non sai neanche dove si entra in Comune!”. Ma se l’esperienza è quella di chi ha portato la città a due commissariamenti, io non ce la voglio avere questa esperienza, la vorrei anche cancellare. È normale che ci vorrà una squadra che amministri, e prima delle elezioni la mia sarà pronta.

Com’è composta la tua lista?

Abbiamo imprenditori, commercianti, altri che fanno politica da una vita, persone attente al sociale, giovani professionisti. Penso di essere riuscito a creare un buon mix. Non volevo nella lista i vecchi politici. Probabilmente la mia strada è quella più in salita di tutti quanti. Sarebbe stato più semplice andare con Forza Italia o Fratelli d’Italia…

Pensa di riuscire a prendere un numero di voti sufficienti per entrare in consiglio comunale?

Tutto succederà in questi 15 giorni. Credo che salirò ogni giorno di più. Io nella vita ho iniziato come magazziniere e sono diventato direttore generale. Sono sicuro che i numeri che ci dicono i grandi partiti non sono veritieri. Penso che la gente stia vivendo un momento di stanchezza. È vero che ci sono i fidelizzati, ma tanti non andranno a votare, tanti sono incerti e quella percentuale sicuramente farà la differenza. Io con grande umiltà lavoro su quei numeri. Tante persone vogliono cambiare e si sono stancate di un sistema logico politico che non ci deve più appartenere. Se c’è una squadra di calcio che retrocede per ben due volte, l’allenatore deve essere cambiato. Qui abbiamo avuto due commissariamenti. Io non voglio dire chi ha sbagliato, però gli errori ci sono stati e chi ha partecipato non si può ripresentare alla città. È inutile che i vecchi politici ora parlano di Latina Ambiente o del cimitero, avevano la possibilità di sistemare gli stessi problemi mentre governavano. Da quante legislature parliamo degli stessi problemi? Tanti dicono che vanno rifatte strade, buche, marciapiedi, ma io non ne vogliono parlare. Sono cose che vanno fatte a prescindere e non vanno strumentalizzate.

Le si colloca a destra?

La nostra casa è aperta a chi vuole fare bene. Se succederà quello che spero possa succedere, se avessi bisogno di un Damiano Coletta o di un PD, anche per le competenze, perché non chiedere?

Ma al momento attuale non è più probabile che siano loro a chiedere a lei e non il contrario?

Non lo so. Leggo che Forza Italia avrebbe il 22-23%. Qui Forza Italia aveva vinto con il 28% quando c’era Berlusconi. È difficile fare quotazioni in queste elezioni. Comunque si deve gestire la città come si deve, a prescindere se uno pensa di essere di destra o sinistra.

Lei non andrà al ballottaggio, ma chi sosterrà?

Io apprezzo una grandissima persona che sono convinta voglia fare il bene di questa città ed è Alessandro Calvi. Ho un rapporto oltre la politica con lui.

Non è una contraddizione? Calvi è stato assessore al bilancio e Forza Italia ha votato la sfiducia a Di Giorgi.

Io non apprezzo di Forza Italia qualche persona sulla lista, ma come politico e non come persona. Sono sicuro che Alessandro voglia fare bene. È una persona valida per fare il sindaco della città. Con Calandrini invece sono stato a scuola insieme, ma bisogna scindere il pensiero politico dalle persone. Nicola ha fatto parte di un sistema dove si è sbagliato. Non ci si può proporre continuamente. Lui era presidente del consiglio comunale. Come si fa a votare persone che hanno fatto parte di governi che sono stati commissariati per due volte? Purtroppo questa è la storia, errata e sbagliata.

C’è spazio anche per Enrico Forte?

È un altro amico. Giocavamo a pallone insieme. Ma la mia politica da moderato si sposta più verso destra che verso sinistra. Ma qui c’è bisogno di teste e persone che vogliono fare bene.

Quindi metterebbe i suoi voti a disposizione a chiunque?

Basta che si fa del bene. Anche Calandrini, se sarà sindaco lo rispetterò e approverò le sue scelte positive, perché dovrei dire di no?

Altri come Pescuma o D’Annibale si sono resi conto che non potevano andare da soli e si sono schierati. Perché lei non ha accettato il corteggiamento di Calvi?

Perché non accetto le vecchie logiche politiche, di andare con chi ha governato portando risultati negativi in questa città. Per me sarebbe stato più semplice andare con Forza Italia, ma non fa parte della mia logica. Il primo giorno di campagna elettorale ho detto cose che non mi rimangerò mai: ho detto che non accettavo i vecchi partiti, le loro logiche politiche e che non ci sarei mai andato nonostante qualcuno mi ha detto che avrei ceduto. Per questo qualcuno mi ha anche chiamato acaro. Ma se sono un acaro, non ho capito per cosa mi cercano.

Tutto questo discorso cade in caso di ballottaggio.

Vediamo quello che succede. Io mi aspetto sorprese.

Che risultati si aspetta?

Si parla di frammentazione della destra ma non vedo tutta questa vitalità a sinistra. Il PD andrà al ballottaggio e non so cosa farà in caso Damiano Coletta. Vedremo, è un ragionamento che si farà dopo.

IL PROFILO DI DAVIDE LEMMA: LA FAMIGLIA, LA MUSICA E LA CARRIERA NEL LATINA CALCIO