Enrico Forte e Francesco Miscioscia
Enrico Forte e Francesco Miscioscia

Enrico Forte sta per chiudere la sua campagna elettorale, partita a novembre, quando ha vinto le primarie del PD. Con lui abbiamo tracciato un bilancio di questi mesi in vista delle imminenti elezioni e di un eventuale e probabile ballottaggio.

La campagna elettorale sta per finire. Qual è il suo bilancio?

È un bilancio positivo al di là del risultato. In questa campagna elettorale mi sono molto arricchito dal punto di vista umano, ascoltando le persone e avvicinandomi molto a ciò che sente in questo momento Latina. Ciò mi ha dato modo di conoscere in modo più approfondito le sofferenze, i disagi e la rabbia delle persone. E questo dovrebbe essere il sale della politica. Ne esco arricchito anche umanamente, e questo è l’elemento più importante, che ha cambiato il mio approccio alla politica.

Che differenze ha riscontrato rispetto alla campagna elettorale per le Regionali?

Sono due campagne completamente diverse. Con le Elezioni Comunali entri a casa delle persone, sei a contatto con i problemi della città. Alle Regionali si vive una campagna politica, si trattano molti temi generali, questioni più ampie, il territorio di riferimento va da Aprilia a Castelforte. Non si toccano con mano le questioni con altrettanta profondità, si rimane più su questioni generali.

In riferimento alla sua campagna elettorale, cosa non rifarebbe e cosa invece approfondirebbe di più?

Io ho iniziato la campagna elettorale con il viaggio per Latina fatto in occasione delle primarie. Continuerei il viaggio perché ci vuole sempre tempo e capacità di ascolto. La cosa che non rifarei: eviterei qualche dibattito di troppo.

A proposito, ieri lei e altri candidati avete rinunciato al confronto in Piazza del Popolo.

Noi ci siamo confrontati più volte in più luoghi, con più persone. Gli elettori hanno preso atto del confronto tra i candidati e si sono fatto un’opinione. Aggiungere ancora dibattiti a pochi giorni penso che non aggiunga nulla alle cose che già sappiamo e che gli elettori già conoscono.

Molti candidati hanno condotto la campagna facendosi riprendere. Vi sentite più attori o più politici?

La politica in questi anni si è presa troppo sul serio. E il fatto che i politici ora sorridono di se stessi, in modo leggero e senza volgarità, è un segno che restituisce una dimensione umana della politica. Prima si diceva che un politico doveva essere serio, Un politico che rideva sembrava che non prendesse sul serio ciò di cui si preoccupava. Invece bisogna essere rigorosi sul lavoro ma bisogna anche avere leggerezza nell’affrontare le questioni con la consapevolezza che ci occupiamo dei destini collettivi.

Cos’è per lei la politica?

La molla e la motivazione vera della politica è la passione, vera e disinteressata, per comprendere i bisogni e come sviluppare una città e una comunità. Fare politica in modo burocratico e impiegatizio è inutile e dannoso. Ci vuole passione per la politica e per la città.

Di cosa ha bisogno la città di Latina?

La città di Latina ha bisogno di prendere fiducia, ritrovare orgoglio in se stessa, di merito, trasparenza e legalità. E ha bisogno di una politica che dia il buon esempio. Io penso che in questa campagna elettorale abbiamo ridato un po’ di coraggio alle persone, abbiamo fatto riscoprire una dignità che la politica aveva negato. Ma l’esempio della politica è la prima cosa. Non possiamo chiedere ai cittadini di comportarsi in maniera seria e rigorosa se non siamo i primi a dare l’esempio

Qual è la prima cosa che farà da sindaco?

Rinuncerò al trattamento di fine rapporto del sindaco. È un segno importante. E avvierò un piano straordinario per sistemare strade e rifiuti, per la manutenzione e la cura della città.

Ha già in mente la composizione della giunta?

Non ci ho ancora pensato, ma la cosa certa è che in caso di vittoria la mia giunta sarà composta per la metà da donne, che avranno dei ruoli importanti. Una riflessione seria ancora non l’ho fatta, ma la mia giunta non sarà il frutto del Manuale Cencelli. Cercheremo di scegliere gli assessori al meglio sulla base di competenze e onestà. Mi sottrarrò a qualsiasi logica spartitoria. Potrei scegliere persone che non siano candidati attuali.

Che ruolo avranno i giovani?

Questa città ha la retorica della città giovane poi non ha né politica né spazi per i giovani. Noi vogliamo introdurre nelle politiche dell’amministrazione la valutazione di impatto generazionale per vedere le ricadute sui giovani. Non faremo il consiglio comunale dei giovani ma una consulta delle associazioni e del mondo giovanile che mi sembra uno strumento che permette la partecipazione non solo in modo consultivo, ma per rendere i giovani protagonisti delle scelte.

Cosa intende fare per lo sport?

Noi nel programma parliamo di sport per tutti. Lo sport non è solo un elemento agonistico ma riguarda lo stile di vita e la salute. Dobbiamo avere attività in maniera diffusa. Dobbiamo mettere ordine nella gestione delle palestre e dei campi comunali. C’è tutto un mondo, anche amatoriale e di dilettanti, che merita spazio e riconoscimento. Gli spazi che ci sono vanno messi a disposizione delle società. Ci sono una serie di sport importanti come rugby e baseball e altri, che vanno valorizzati. Anche in questo ambito, vogliamo introdurre il metodo della partecipazione, dando voce ai cittadini che non devono esprimere opinioni ma diventare attori e protagonisti delle scelte.

Quale saranno i suoi interventi su Ztl e pista ciclabile?

La Ztl rimarrà solo il sabato e domenica. Dal lunedì e venerdì penso che debba essere consentito l’accesso alle auto. Però dovremmo fare un ragionamento complessivo del centro storico e capire la sua vocazione. Per me è innanzitutto una vocazione culturale e legata ai giovani. Penso a una nuova biblioteca utilizzando spazi esistenti, al Consorzio Agrario, al Teatro.

Anche lei vorrebbe realizzare una nuova biblioteca nell’ex mercato?

No, io lì vorrei tornasse il mercato annonario, che non sia solo un luogo di vendita ma anche di degustazione dei prodotti locali, e sia gestito dagli operatori commerciali selezionati attraverso un bando pubblico. Sulla biblioteca, oggi è un luogo di di socialità, studio e approfondimento. Sono elementi che vanno tenuti insieme. È un luogo che la città deve vivere, l’esigenza di una biblioteca è una priorità. Dobbiamo pensare a locali che già ci sono per istituire una nuova biblioteca.

Gianni Chiarato dice che lei, come consigliere regionale, non ha fatto abbastanza per la sanità. Come replica?

Il Sindaco di Latina è presidente della conferenza provinciale sulla sanità. Chiarato è stato in maggioranza e non mi pare che i sindaci che ha sostenuto si siano mai occupati di sanità per il ruolo e le funzioni che gli competevano. Chiarato parlasse di ciò che ha fatto lui nella sua maggioranza. E poi la Regione l’altro giorno ha stanziato 10 milioni. Chiarato è impegnato dalla campagna elettorale ed è distratto.

Durante la campagna elettorale ha goduto ampiamente del sostegno di Zingaretti.

Zingaretti ha fatto una scommessa su una sfida che è politica. Non escludo che possa andare anche in altri Comuni al voto. Zingaretti scommette su Latina perché è la seconda città del Lazio, importante per l’economia della Regione. Vuole valorizzare il lavoro fatto in questi anni a cui anche io ho dato il modesto contributo. Di questo si tratta. È un Presidente di Regione che fa una scelta importante non solo su Roma ma per la prima volta anche su Latina.

Al ballottaggio verrà Matteo Renzi?

È una possibilità non remota.

Parlando dei suoi avversari, Latina Bene Comune è un’opportunità o una spina nel fianco?

È un’opportunità perché comunque interpreta una parte di un mondo a noi vicino, interpreta un sentimento che c’è stato in questi anni nei confronti della politica, e può essere un ampiamento di un percorso.

Avete già fatto incontri di avvicinamento?

Io conosco Damiano Coletta da tanti anni, ma non ci sono stati incontri ad eccezione dei confronti.

La frammentazione del centrodestra vi aiuta o al ballottaggio si ricompatteranno?

La ricomposizione del centrodestra non sarebbe credibile, ci farebbero un grande assist. Sarebbe la stessa del post Zaccheo e staremmo sempre allo stesso punto visto che gli attori non sono cambiati. Se si rimettessero tutti quanti insieme sarebbe un grande vantaggio.

Crede veramente di diventare sindaco di una città culturalmente di destra?

Certo. Io non credo che questa città sia culturalmente di destra. Qui c’è sempre stato un voto molto ideologico, ma oggi le persone scelgono l’amministratore della città, chi al meglio può interpretare e cambiare Latina. Il tema destra-sinistra in questo momento non c’è.

Che cosa vuole dire agli elettori come appello finale?

In questa campagna elettorale abbiamo trovato tanta voglia di cambiamento e la richiesta di una città migliore. Per come abbiamo impostato la campagna elettorale e per la serietà dei temi e per la capacità di governo, siamo la forza più affidabile per far diventare Latina migliore.

Che affluenza si aspetta al voto del 5 giugno?

Latina ha sempre avuto un’alta percentuale di votanti. Sono certo che rispetto al dato nazionale, che non sarà positivo, ci sarà un’affluenza superiore alla media e questo spero si traduca in una voglia di cambiamento.

Quanto è costata la campagna elettorale?

Siamo intorno ai 30-40 mila, tutte le spese sono consultabili online.