L’agricoltura rappresenta un settore chiave per dell’economia e dello sviluppo nella provincia di Latina e nel Lazio.

I venti di crisi che hanno raso al suolo interi comparti hanno visto questo settore tenere nonostante mille difficoltà sia sotto il profilo occupazionale che della produttività.
Tuttavia servono azioni concrete per consentire all’agricoltura e al settore agroalimentare di tornare a crescere.

Partendo da questa consapevolezza la Lega e il candidato alle elezioni europee nella circoscrizione Italia Centrale, Matteo Adinolfi, intendono portare le istanze del territorio a Bruxelles.

La provincia di Latina, infatti, è al primo posto nella regione Lazio e al dodicesimo nel ranking nazionale per importo del Prodotto interno lordo generato dal settore primario.

E rappresenta da sola il 50% della superficie agricola utilizzata della coltivazione orticola regionale e il 20% delle coltivazioni di frutta, con un grado di copertura che arriva al 75% nel caso del kiwi.

“Il settore agricolo e la filiera agroalimentare – ha spiegato Matteo Adinolfi – rappresentano una delle eccellenze del nostro territorio provinciale e del nostro Paese. La Lega con il ministro Centinaio sta caratterizzando l’azione di questo governo a difesa del settore e nell’ottica della valorizzazione delle produzioni nazionali”.

Secondo l’ultimo censimento effettuato in agricoltura, Latina è, inoltre, al primo posto nel Lazio per valore delle esportazioni, sia nel campo delle materie prime agricole che in quello dei prodotti trasformati.

Le esportazioni di sole materie prime agricole ammontano a 140 milioni di euro, valore che colloca Latina al tredicesimo posto nella graduatoria delle province italiane

“Da parte mia posso assicurare che una volta eletto al Parlamento europeo – conclude Adinolfi – lavorerò con impegno per tutelare gli interessi degli agricoltori italiani e pontini. L’Europa con la Lega e Matteo Salvini deve tornare a difendere le ragioni dei popoli e non piegarsi ai diktat dei burocrati di Bruxelles, più attenti agli interessi delle multinazionali che dei cittadini del vecchio continente”.