Era uscita da Forza Italia confidando nella possibilità di chiudere, e rapidamente, la quadra del centrodestra sulla sua candidatura a sindaco.

Lo ha fatto con una nota in cui comunicava la decisione di rendersi autonoma ma non civica, politica ma non sotto l’egida di questa o quella bandiera facendo leva solo su quel Laboratorio Identità Futuro che aveva creato poco prima dello scoppio della pandemia.

Al momento i partiti, almeno ufficialmente, ma anche nelle riunioni che si stanno svolgendo “a porte chiuse” non avrebbero messo sul tavolo il nome della Miele.

I casi sono due: o non si intende bruciarla o è già stata sccaricata. La seconda ipotesi potrebbe essere quella pià accreditata considerato il passo compiuto in queste ore che le aprirebbe comunque, e qualora lo ritenesse ancora opportuno, tentare la carta della candidatura solitaria.

Il dato certo oggi è che Fratelli d’Italia non lo avrebbe mai preso in considerazione, la Lega lo ha messo in congelatore, Forza Italia è difficile che possa proporre quale candidato proprio chi ha sbatturo la porta in virtù delle proprie ambizioni personali.

Ma la Miele, che in questi anni si è distinta in consiglio comunale per caparbietà, determinazione e spirito di iniziativa, nonchè per una opposizione strenua e continuativa nei confronti del sindaco Coletta e di Lbc, sembra aver deciso di ballare da sola.

Un modo per alzare il prezzo che, storicamente, non ha pagato nessuno isolando chi con queste scelte estemporanee piuttosto che la convergenza ha ottenuto, spesso, l’isolamento.

Il rischio vero oggi, per una donna che avrebbe avto almeno sulla carta le caratteristiche per giocarsi una partita di livello, è di aver fatto il passo più lungo della gamba e di vedere tornare di moda il proverbio del “gatto frettoloso che…”