blitz Latina

Non solo droga, ma anche cibi raffinati a base di astice.

E’ lo scenario emerso dentro e fuori il carcere di Latina, grazie al maxi blitz del comando provinciale.

Due le organizzazioni criminali, strettamente connesse tra loro, operazione “Astice” e “Petrus”, sgominate dagli investigatori.

Dalla casa circondariale pontina i due fratelli Angelo e Salvatore Travali avrebbero continuato a gestire il gruppo all’esterno, e le sostanze stupefacenti riuscivano ad arrivare nell’istituto penitenziario di via Aspromonte.

Complici due agenti penitenziari, un ispettore ora in pensione e un assistente capo, che avrebbero fatto da tramite in cambio di denaro.

Tra i 34 arrestati spuntano i nomi di Angelo Petrillone e dei due figli, i quali gestivano lo spaccio da Pontinia fino ai Monti Lepini.

Secondo quanto ricostruito, la “talpa”, Franco Zinni, 56 anni, di Roma, ha incassato più di 12mila euro. L’assistente Antonio Di Noia, invece, solo alcune dosi di cocaina.

A finire in manette volti noti, come Massimiliano Del Vecchio, Gennaro Amato, Salvatore di Girolamo, non rintracciabile, affiliato secondo gli inquirenti al clan Di Lauro di Secondigliano. L’uomo era già stato fermato nel 2012 a Terracina.

E poi Martina Giacomelli, Eduart Lala, Michael Consoli, Adriatik Deda, Endri Collaku, Gioacchino Iazzetta, Antonio Sellacci, Mauro Guerrieri, Francesco Falcone, Luca Pintus, Stefano Venditti, Emanuele Pagliaroli, Mario Briganti, Niko Tamburo, Saverio Dei Giudici, Gianni Tramentozzi, Angelo Petrillone, Simone Petrillone, Riccardo Petrillone, Nicoletta Torri, Ndricim Lalaj, Marco Quattrociocchi, Rachele Sellacci, Andrea Lazzaro, Maria Spina, Eneida Skendo.

Le indagini sono partite nel 2017.

I provvedimenti restrittivi, emessi dal giudice Giuseppe Cario, su richiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Bontempo e Valerio De Luca, hanno contestato agli arrestati i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, di falsità ideologica, truffa aggravata, ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma da sparo.