di Redazione – Valore Comune torna a scagliarsi contro la gestione del sindaco Di Giorgi. Dopo le dimissioni dell’assessore all’urbanistica Salvatore La Rosa, l’associazione commenta molto criticamente l’operato del sindaco: “dopo che le contestate varianti sono state bocciate dalla stessa Regione e dallo stesso La Rosa, non riuscendo a cambiare nulla perché prigioniero degli alleati, che si alternano tra politica e affari con il cemento, il sindaco ha il coraggio di dichiarare che La Rosa si è dimesso ringraziandolo, dopo che l’ex prefetto lo ha mollato non potendo avallare operazioni improbabili, e soprattutto dopo che sull’urbanistica è passata la sua linea”.
“I cittadini -scrive Cristina Rossi presidente di Valore Comune – non meritano sberleffi simili e questi amministratori almeno un obbligo dovrebbero assolverlo, quello di prendere atto dei propri errori e spiegare per quale ragione la seconda città del Lazio è stata ridotta a terra di conquista, dove quotidianamente negli uffici pubblici c’è quasi più polizia giudiziaria, impegnata a indagare su decine di atti, che dipendenti”.
L‘associazione si scaglia anche contro il consigliere Fabio Cirilli: “dopo aver proposto sempre sull’urbanistica una commissione d’inchiesta interna, come se in tutti gli anni trascorsi in Comune lui e il fratello (quest’ultimo ha ricevuto un avviso di garanzia che riguarda proprio l’urbanistica) fossero ignari di quel che è accaduto, ora si è lanciato in generiche accuse sulla piaga delle mancate entrate per il Comune, denunciate dalla dirigente Teresa Scalesse in commissione bilancio. “Si è scelto di prediligere operazioni che mettono in moto delle uscite, anziché altre che avrebbero azionato entrate certe per l’amministrazione”, ha affermato con tono deciso Cirilli”.
“Peccato che è lo stesso consigliere che per una vita è stato presidente della commissione bilancio e non si comprende proprio chi avrebbe dovuto dettare le linee sul tema delle entrate se non lui. Evidentemente si trova in stato confusionale a causa della perdita dei privilegi di cui ha goduto per decenni lui e l’intera famiglia”. “Un’altra presa in giro per i cittadini – conclude -. La situazione, però, è grave e non è più tempo di perdere tempo o di cercare di continuare a gabbare i latinensi”.





