giovedì 13 Giugno 2024
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“Dopo di noi, partendo dal durante di noi”, l’associazione Anfass Monti Lepini chiede chiarimenti al sindaco di Sezze

Il direttivo dell’associazione Anffas Monti Lepini ha diffuso, nei giorni scorsi, un comunicato stampa in risposta a quanto diffuso, attraverso il suo profilo facebook, dal sindaco di Sezze Lidano Lucidi, a proposito della legge n. 112/16.

“La legge n. 112 del 22 giugno 2016 – scrivono dall’associazione – recante “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, cosiddetta del “Dopo di noi, partendo dal durante di noi”, ha introdotto, per la prima volta, nel nostro ordinamento, specifiche tutele per le persone con disabilità gravi quando viene meno il sostegno familiare attraverso misure di assistenza, cura e protezione delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare o comunque in vista del venir meno del sostegno stesso, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori.

A tal fine, è stato istituito, dalla stessa Legge, il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, c.d. Fondo per il “Dopo di noi”, le cui risorse vengono ripartite annualmente tra le Regioni, con apposito decreto ministeriale. Più nello specifico, detto Fondo finanzia i percorsi di accompagnamento per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, o perché mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale.

Gli interventi che, a norma dell’art. 5 del D.M. del 23 novembre 2016 (attuativo della Legge 112/16), possono essere finanziati con le risorse del suddetto Fondo sono:

a) percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine, ovvero per la deistituzionalizzazione in soluzioni alloggiative che riproducono le condizioni abitative quanto più possibile proprie dell’ambiente familiare;

b) interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare;

c) programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;

d) interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative, mediante il possibile pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e messa in opera di impianti e attrezzature necessarie per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità;

e) in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra familiare.

Diverso sembra, invece, l’ambito di intervento del progetto “Setia Fatory”  la cui finalità è quella di favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità. Progetto che, tra l’altro, risulta essere stato presentato dal Comune di Sezze rispondendo all’Avviso pubblico dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, linea di intervento “Potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità” finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU con i fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza ottenendo un finanziamento di 1.845.000 euro.

Pertanto, il Progetto “Setia Fatory” non sembra avere diretta attinenza con la succitata legge 112.

Si chiede pertanto di meglio chiarire i contenuti del suo post Facebook in cui si legge “un’occasione per poter sviluppare in modo innovativo il progetto “durante e dopo di noi”, in modo da non ingenerare in chi legge erronei affidamenti.

Ove, invece, a parere del sindaco o in forza dei dati o delle informazioni in suo possesso, vi fosse una diretta o indiretta attinenza del progetto “Setia Fatory” con il tema o la legge del “Durante e dopo di Noi” sarebbe importante che Anffas e le famiglie associate ne fossero pienamente rese edotte in modo da poterne cogliere appieno le opportunità.

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