domenica 4 Dicembre 2022

Domenico Guidi “votabile”, Titta e l’anarchia dei lepini

Titta Giorgi, capo del pragmatico riformismo lepino, direbbe “E’ bene, è bene così, è giusto che si pronunci il popolo”.

Perché una elezione a Bassiano senza Domenico Guidi è come un cornetto vegano, come un caffè senza caffeina. Poi se vince o perde è il caso della vita, ma ci deve stare. Il Napoli voleva vincere il campionato arrivando prima della Juventus non senza la Juve. Poi le vie giudiziarie, il rigorismo formale sono la forza dei deboli. Davide è figo perché ha battuto Golia, cosa ne sarebbe stato dell’anima di Israele se il secondo si fosse ritirato per colpa del morbillo?

Non  ho avuto mai dubbi sulla riammissione di Guidi nella competizione elettorale bassianese, poi vinca il migliore.

Sapete, di quel riformismo lepino, di quella commistione così popolare, irriverente, blasfema alla regole se cretine, alla idea del “stamo tra nune”, sono, e fieramente, figlio. “E’ bene, è bene così”, su queste montagne, sulle mie montagne quando arrivavano i soldati del Papa non  ci trovavano per via del vizio di farsi annunciare dalla banda, poi passati tornavamo alla nostra assurda, bellissima, anarchia.

Per tutti, qui, qui sopra “è sovrano il popolo”, dalla Repubblica romana. E i cornetti vegani mi fanno un poco impressione.

 

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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