Dolciaria, revocato il contratto di affitto dell’ex Montebovi. I dipendenti verso la mobilità

di Redazione – Si apre uno spiraglio per i lavoratori della Dolciaria. È stato revocato il contratto di affitto dell’ex Montebovi alla Dolciaria Srl. Lo ha deciso il giudice Antonino La Malfa su richiesta del curatore fallimentare di Industrie Roma, Oreste Michele Fasano. Nella sua richiesta l’avvocato Fasano scriveva che la Dolciaria Srl di fatto aveva arrestato la produzione e che aveva iniziato a pagare gli stipendi in modo saltuario. Ora il curatore fallimentare deve occuparsi di restituire il ramo d’azienda nel più breve tempo possibile. Questo vuol dire anche che i lavoratori della Dolciaria saranno licenziati e inseriti nelle liste per la mobilità. In questo modo potranno usufruire degli ammortizzatori sociali con la speranza che un nuovo imprenditore si faccia avanti per rilevare l’azienda e restituire il posto di lavoro a chi è a un passo dalla disoccupazione.

In attesa di questo, per i dipendenti si pone un problema: è necessario avviare le procedure di mobilità subito perché nel 2015 scatta la riforma Fornero che riduce gli anni di ricezione dei contributi da 4 a 3. “Abbiamo già preso accordi con il curatore, nella prossima settimana ci incontreremo per chiarire il percorso, è nostra intenzione trovare l’intesa entro il 2014”. A parlare così è Giuseppe Verardi dell’Ugl. Intanto una decina di dipendenti della Dolciaria Srl licenziati nel maggio 2013 hanno sorriso alla decisione del Tribunale di Velletri di revocare il contratto d’affitto. Il Tribunale per loro aveva predisposto il reintegro di fatto mai avvenuto per il fallimento dell’azienda. “Il provvedimento consentirà alla Curatela Fallimentare della Industrie Roma srl di rientrare in possesso del ramo di azienda all’epoca ceduto alla Dolciaria srl – dice l’avvocato giuslavorista Fabio Leggiero – i miei assistiti ed i lavoratori tutti appartenenti all’indotto Dolciaria srl, potranno avanzare apposita istanza di recupero dei crediti accertati dalla sentenza di reintegra, oltre agli stipendi arretrati ed al tanto sospirato Tfr direttamente alla Curatela fallimentare”. Il legale spiega anche che per i suoi assistiti chiederà l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per evitare disparità tra i licenziati con l’avvio delle procedure di mobilità nel 2013 e coloro che rimasero nell’azienda di Aprilia.

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