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Il 29 maggio, giorno dell’avvio della conferenza di servizi in Regione Lazio sul progetto di discarica presentato da una società della galassia Cerroni (La Ecosicura), si avvicina ma le iniziali barricate innalzate dalla politica locale di Aprilia sembrano essere diventate molto più modeste. L’avvio del procedimento, che arriva in piena campagna elettorale, sembra spaventare in molti, soprattutto il primo cittadino apriliano Antonio Terra che del progetto parla poco e non più per vie ufficiali.

Il Comune di Aprilia, tuttavia, è uno dei pochi soggetti a essere chiamato a dire la propria su un progetto che potrebbe andare a interessare uno dei pochi siti ancora non inquinati della città di Aprilia. Non che una discarica sia di per sé inquinante sia ben chiaro (anzi se i lavori sono realizzati a regola d’arte l’impianto è sicuro e non dannoso per la salute). Il problema è che quell’impianto verrebbe installato sopra delle sorgenti di acqua pura che in caso di incidenti potrebbe essere contaminata.

Questo, tra gli altri, il punto su cui potrebbe ancorare il proprio “no” al progetto l’amministrazione apriliana che, secondo rumors, potrebbe però non essere rappresenta dal sindaco in conferenza di servizi, bensì da un tecnico. A trattare con il settore Ciclo integrato dei Rifiuti della Regione potrebbe essere Claudio dello Vicario, tecnico di lungo corso legato per vicende familiari a diverse giunte PD (l’ultima quella di Fiumicino). Il rischio di una comunione d’intenti, che potrebbe far rimanere i “no” delle settimane scorse delle mere statuizioni di principio c’è, soprattutto analizzando quella che è la situazione regionale: Roma Capitale è infatti sempre più in difficoltà e manca soprattutto delle discariche (e quella di Aprilia verrebbe gestita dallo stesso gruppo che detiene Malagrotta 1 e 2 ) e sulla Regione Lazio pende la sentenza del Tar che obbliga la giunta Zingaretti a indicare all’impianto Tbm di Rida Ambiente un invaso dove poter conferire gli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti indifferenziati, pena il commissariamento in un settore che, tuttavia, sembra interessare molto alla politica regionale.

A onor del vero di spazio per conferire gli scarti dei rifiuti trattati nella regione ce n’è. A due chilometri in linea d’aria da Casalazzara sorge infatti un’altra discarica, attiva, quella della Pontina Ambiente di Albano. La Regione Lazio ha censito la disponibilità di 270 mila metri cubi che tuttavia a oggi non sono stati messi a disposizione delle aziende operanti nel territorio. Il perché la Regione non permetta quei conferimenti (che andrebbero in una discarica che fa sempre capo al gruppo Cerroni) ma stia ragionando su un nuovo progetto di discarica non è ben chiaro. Ciò che è chiaro è che quelle cubature sarebbero subito disponibili ed eviterebbero, ad esempio, a Roma Capitale di spedire rifiuti in Puglia o in Abruzzo.

Un parere negativo non esaustivo e completo al progetto Ecosicura di Casalazzara comunque, usando una metafora biblica, potrebbe apparire un po’ come una lavata di mani di pilatesca memoria, e servire da una parte a far scaricare barile alla politica locale e dall’altra a “regalare” ad Aprilia una discarica nuova di zecca. Un cambio di rotta difficile da spiegare (dopo la guerra spietata al progetto Paguro che avrebbe però garantito la bonifica di una porzione del terreno inquinato e mortifero di La Cogna) e dal quale infatti la giunta apriliana uscente sembra tenersi alla larga.