Di Giorgi prede lo stipendio arretrato e la meraviglia

Giovanni-Di-Giorgi

Meraviglia: l’acqua bagna. Eccezionale: a luglio fa caldo. Unico: d’autunno ci sono le castagne. Il normale non esiste: la secca di fa siccità, il temporale bomba d’acqua. E la solitudine di non conoscere il tempo cresce. Giovanni Di Giorgi è stato sindaco di Latina, come ogni sindaco, come ogni lavoratore, prende il dovuto (un altro discorso è se quel dovuto è poco o tanto, giusto o ingiusto). Nel fare il sindaco non gli avevano versato lo stipendio per una frazione di mese, l’ultima delle dimissioni ed è stato erogato. Normale, atto dovuto, è anomalo non essere pagati per aver lavorato (anomalo ma non infrequente), e nessuna volontà politica doveva avallare questa operazione.

Il lavoro per il Comune è di chi lavora, i soldi del comune non sono del sindaco Damiano Coletta o degli assessori, o dei consigliere, sono sempre dei contribuenti. Quindi? Di Giorgi ha lavorato, gli hanno versato il dovuto. Così è da che mondo è mondo, così sarà in questo mondo, come oggi è festa di Ognisanti domani sarà giorno del ricordo. Il sole è sorto, poi si farà sera. Mia nonna leggeva il futuro attraverso il Barbanera che ad agosto prevedeva: caldo, caldetto, caldon. A dicembre: freddo, freddetto, freddon. Ci ha preso per decenni Barbanera, il racconto è di cose meravigliose o di paure infinite, non di cose che vanno per il loro verso. E’ miracolo che l’acqua si faccia vino, è normale che se metti l’acqua la vino si farà acqua. Per il primo cambio ci vuole il divino, per il secondo basta un oste baro.

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Direttore di LatinaQuotidiano. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.