sabato 24 Febbraio 2024
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Désirée, per il Riesame Sisco non voleva uccidere la 16enne

Alinno Chima non voleva uccidere Désirée, né è certo che le cedette la droga. Non ci sono elementi sufficienti, secondo il tribunale del Riesame, per sostenere i reati di omicidio volontario né quello dello stupro di gruppo della 16enne di Cisterna, trovata priva di vita la notte tra il 18 e il 19 ottobre scorso in un casolare abbandonato nel quartiere di San Lorenzo.

Il tribunale della Libertà di Roma, nel valutare la posizione di uno dei quattro componenti del branco che frequentava lo stabile di via dei Lucani, parla di “quadro indiziario carente per quanto riguarda la cessione di stupefacenti” e smonta l’ipotesi, portata avanti alla Procura, dell’omicidio volontario.

Per i giudici del Riesame, “si può senza dubbio affermare, alla luce di quanto oggettivamente rilevato dal medico legale che ha analizzato il cadavere e dalla complessiva analisi delle dichiarazioni dei testi, che Désirée abbia subito una violenza sessuale da parte di più uomini durante le prime ore del pomeriggio del 18 ottobre, con conseguenze compatibili certamente con l’azione esercitata su un soggetto non solo non consenziente ma addirittura inerte”.

Sisco, questo il soprannome di Chima, sarebbe però “il soggetto che per ultimo entrò nel container per stuprare la ragazza” quando invece in quello stesso ambiente è “accertata la contemporanea presenza del ghanese Youssef Salia e del senegalese Mamadou Gara detto Paco”.

Silvia Colasanti
Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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