Desirèe, il male di Cisterna che non vogliamo vedere, e Cisterna siamo noi

Cosa hanno in comune una strage in famiglia, una ragazza morta sola in un edificio abbandonato di Roma, le guardie che entrano in Comune e si chiude? Tutto in tempi diversi, ma lungo questo tempo.

Hanno in comune il luogo, Cisterna. E Cisterna e’ la Latina, la Sezze, la Terracina di domani, se non comprendiamo la malattia di Cisterna oggi saremo tutti malati domani…

In queste ore stanno spulciando la vita di Desirèe, ma nessuno si rende conto di non averlo fatto prima, prima era invisibile, prima quasi disturbava, prima non si guardava. Ora tutti sanno, parlano, giudicano.

Ma alienano la loro personale e collettiva incapacità di capire, anzi debbo mettermici dentro anche io, tra quelli che non hanno capito, perché altrimenti sarei ipocrita.

Esiste una società dei non guardati, dei fastidiosi. A Cisterna ci si conosceva tutti, a Cisterna ci si incontrava tutti, a Cisterna si lavorava tutti, a Cisterna la gara tra kiwi e fabbriche era a mostrare il successo, l’insuccesso non era previsto.

Ora alla stazione di Cisterna salgono e scendono migliaia di persone che poi spariscono assorbite da un leviatano informe, un mondo informe. Sono migliaia, e troppi soli, salgono e scendono soli… vivono soli. E nessuno si domanda: chi sono, dove vanno, come soffrono, come gioiscono.

Massimiliano Fuksas in uno dei pochi interventi intelligenti di queste ore ha segnalato: la periferia non è San Lorenzo ma Cisterna. Ma è stato il solo.

Mauro Carturan sindaco di Cisterna forse sindaco in fuori gioco, ma comunque profondo conoscitore del suo mondo e non certo non capace di leggere le cose, e intelligente, ha detto della sua città: “società che non comunica più”.

Ministri, parlamentari, hanno portato fiori nel luogo della morte, neanche un fiore nel luogo della vita di Desirèe, non è la fine la il percorso a cui dovremmo pensare per le tante Desirèe che ci sono ora, tra noi. Chi fa politica non deve condividere l’errore, deve salvare anche l’errante, ma deve capire la cura.

Interverranno a San Lorenzo con polizia e carabinieri, ed è giusto e forse saggio, ma Cisterna? E’ sola, quasi “disprezzata”. Come l’avvocato di famiglia che a Porta a Porta cerca di dire qualche cosa di umano sulla famiglia, ma viene travolto da esperti giudicanti e non comprendenti, quindi inutili (era era Porta a Porta della tv che pagano, salato, i contribuenti). Facile dire “noi siamo diversi”, difficile capire perché siamo uguali, ma è l’unico modo di salvarci.

Stiamo diventando incapaci di vedere, esistono invisibili. Una ragazza qualche giorno fa è stata bloccata dalla polizia municipale di Formia perché si prostituiva per 10 euro, a 24 anni, e l’hanno cacciata da Formia e tutti felici che non la vedono, che non disturba. L’ho trovato brutto, brutto, ma nessuno: preti, cattolici, femministe, partiti, consiglieri comunali, buone persone ha detto nulla. Come se ci fosse una umanità che in vita non merita, arriveranno i carabinieri a San Lorenzo, ma la pietà, la misericordia, l’umanità per Cisterna non è contemplata.

 

 

 

 

Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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