di Francesco Miscioscia – “Partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri”. Lo cantava Rino Gaetano. Parole che incarnano l’ultimo Diego Della Valle. Poco più di un mese e mezzo fa, il patron di Tod’s, attaccava duramente, dalle pagine del Corriere della Sera, il premier Matteo Renzi e la sua squadra di “inadeguati” al governo. L’imprenditore confidava di essere al lavoro per preparare un team di esponenti della società civile, di alte professionalità, che avrebbe annoverato tra le sue fila anche Andrea Guerra, ex di Luxottica, per spianare il campo in vista del suo ingresso in politica.
Nemmeno due mesi e l’ardore di Della Valle nei confronti del Presidente del Consiglio si è decisamente assopito. Nel salotto di Bruno Vespa il numero uno delle scarpe ha usato toni molto più blandi. Con Renzi “abbiamo un obiettivo finale condiviso e degli step di percorso che non ho condiviso”. Ripensamento anche in merito al suo ingresso in politica: “no, ma le persone più visibili devono rendersi disponibili”. E se poi il corteggiatissimo Guerra passeggia a braccetto col premier in Australia, in occasione del G20, capiamo che Della Valle oltre alle calzature ha venduto tanto fumo nei mesi scorsi.
Ma cosa è cambiato in queste settimane di così clamoroso da portare Dieguito a fare dietrofront? Sarà che lo sconto incassato da Ntv sull’affitto della rete ferroviaria di Fs abbia fatto sì che si smorzassero i toni? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, diceva Andreotti.
La politica è sempre stata l’arte del trasformismo e Della Valle ne è interprete sopraffino. In passato ha già dimostrato di saper cambiare opinione se ottiene ciò che vuole. Lo ha fatto con Berlusconi, con Monti e anche con Letta. Non meravigliamoci dunque che si sia ripetuto con Renzi.
Da tutta questa vicenda, però, chi ne esce indebolito è però proprio Renzi, che a furia di cedere un pezzettino di qua e uno di là, sta rinnegando la sua coerenza politica. Gli italiani questo lo capiscono. Di fatti il suo gradimento è in netto calo.
Da Marketicando





