Damiano Coletta
Damiano Coletta

Continua la battaglia di Damiano Coletta e dei sindaci di Italia in Comune per rivedere il decreto sicurezza che tra poco sarà in discussione alla Camera.

I sindaci chiedono che da quel decreto sia stralciata la parte relativa agli Sprar e sia avviato un tavolo di confronto con gli enti locali. La loro posizione è stata ribadita anche nell’incontro che si è tenuto oggi proprio alla Camera dei Deputati. L’iniziativa di Italia in Comun eha trovato il sostengo dei deputati Serse Soverini e Alessandro Fusacchia di +Europa e Silvia Benedetti del Gruppo Misto che hanno presentato emendamenti per chiedere maggiore coinvolgimento dei comuni. 

“Con questo decreto aumenterà l’insicurezza, si creeranno 50mila irregolari con tutte le conseguenze che saranno pagate soltanto dai territori”, ha detto Damiano Coletta, nelle vesti di vicepresidente di Italia in Comune.

“È assurdo che vengano caricati sui Comuni i costi delle battaglie ideologiche e della propaganda del Ministro Salvini. L’Anci ha stimato infatti in 280 milioni di euro i costi amministrativi che ricadranno sui servizi sociali e sanitari territoriali e dei Comuni per l’assistenza ai soggetti vulnerabili, oggi a carico del sistema nazionale. Questo provvedimento è un atto irresponsabile da parte di un governo impegnato in una campagna elettorale permanente i cui costi vengono pagati dal Paese”, ha detto invece il coordinatore di Italia in Comune Alessio Pascucci.

“Il vero errore è fare dell’immigrazione una questione solo di sicurezza e non di risorsa”, ha detto il deputato Serse Soverini.

Per Silvia Benedetti:  “La gravità di questo provvedimento è che non tiene conto delle osservazioni dell’alto commissariato per le nazioni unite per i rifugiati. Forse per Salvini l’Italia deve uscire dai Paesi che tutelano la difesa dei diritti umani”.

Per Alessandro Fusacchia infine “Si sta creando nel Paese un clima di sospetto che divide i cittadini. Serve un contrasto culturale forte che parta dai territori”.