mercoledì 22 Maggio 2024
spot_img

De Marchis sfiduciato non si dimette: contestato solo perché non renziano

di Giusy Cavallo – De Marchis resta al suo posto e non ha nessuna intenzione di mollarlo. Il capogruppo PD al Consiglio comunale, sfiduciato da un documento sottoscritto da cinque democratici dell’ala renziana, ha preso atto delle critiche rivoltegli ma va avanti.

“Sono stato io – spiega in una nota – a chiedere ai consiglieri “dissenzienti” di produrre un documento perché pensavo che oltre alle argomentazioni astratte e inconsistenti manifestate nel corso della penultima riunione consiliare, i consiglieri comunali avessero delle motivazioni più profonde e soprattutto legate alla gestione del gruppo consiliare. Dopo aver letto il documento devo prendere atto che nessun addebito mi viene mosso in relazione alla gestione del gruppo, e questo mi conferma e mi rende consapevole del grande lavoro collettivo che abbiamo svolto”.

Il documento è firmato da Marco Fioravante, Alessandro Cozzolino, Enzo De Amicis e Aristide Carnevale, mentre ne hanno preso le distanze Fabrizio Mattioli, Nicoletta Zuliani, Fabrizio Porcari e Omar Sarubbo. I quattro dissenzienti, come li definisce lo stesso De Marchis, chiedono un cambiamento che possa essere in primis anagrafico, per questo come sostituto di De Mrchis si è fatto più volte il nome di Alessandro Cozzolino.

Ma il capogruppo in carica non sente il peso di decisioni non condivise ed anzi sottolinea che “l’unica cosa che mi si contesta è “un reato di opinione”, ovvero non aver sostenuto la candidatura di Matteo Renzi”.

“Non condivido quel progetto – argomenta De Marchis -, anzi oggi più di ieri sono convinto che sia deleterio per il Pd e per la politica italiana. Mi preme sottolineare però che ritengo illogico che la richiesta di cambio di passo provenga proprio da Maurizio Mansutti, che di fatto non ha mai partecipato né all’attività del gruppo né a quella delle commissioni consiliari; da Aristide Carnevale che in questi anni non ha fatto mai alcuna rimostranza verbale sull’attività del gruppo; da Enzo De Amicis, che ancora l’anno scorso di questi tempi era un dirigente provinciale di un’altra forza politica; da Marco Fioravante, che nonostante abbia partecipato a una sola riunione del gruppo ha deciso che aveva informazioni sufficienti per poter sottoscrivere una mozione di sfiducia, un po’ poco direi, un’offesa alla loro intelligenza oltre che alla politica”.

De Marchis quindi prende atto di una crisi che è del partito in generale e non della sua rappresentanza al Comune di Latina, ma in ogni caso, spiega “la sottoscrizione di un documento da parte di cinque componenti non dimissiona un capogruppo”. Quindi annuncia “qualora arrivassero nuove adesioni alla vostra iniziativa, non esiterò un secondo in più a considerarmi dimissionato e a partecipare attivamente all’elezione di un nuovo capogruppo”.

CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img