lunedì 5 Dicembre 2022

Danilo Rea, tre domande al pianista imperfetto che emoziona Sabaudia

“Il luogo è parte della musica che uno suona, ne racchiude le emozioni.” Così Danilo Rea, ieri 6 agosto, ha aperto la rassegna musicale “I suoni del lago” a Sabaudia, nella cornice del lago di Paola.

Danilo Rea, pianista jazz e compositore, festeggia quest’anno i suoi 40 anni di musica, lo fa con un libro “Il pianista imperfetto” dove si racconta (RaiEri editore). Ha suonato nel panorama internazionale con artisti del calibro di Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, solo per citarne alcuni.

In Italia è stato il pianista prediletto di Mina, ha suonato per Pino Daniele, Renato Zero, Claudio Baglioni, Gino Paoli, Fiorella Mannoia, solo per citarne alcuni.

Ad accompagnarlo all’apertura oltre alla voce della figlia Oona, una voce dal tono che lui stesso ha definito in altri contesti bluesy, la String Orchestra composta da giovani musicisti locali diretta dal M° Cardarelli, organizzatore della rassegna, con la quale chiuderà anche la serata.

Il concerto si apre con due dei suoi brani parti di colonne sonore: Il vento ascolterà e Anna e i suoi fratelli. Quest’ultima è parte del film Quando c’era Berlinguer, di W. Veltroni, accompagna la scena iniziale. Danilo Rea la definisce una musica del ricordo, l’ha composta dedicandola alla famiglia di sua madre Anna quando è venuta a mancare –  trovavo si adattasse alla scena ed è stata subito accettata dal regista.

Continua spaziando dai Beatles a Peter Gabriel, da Fabrizio De Andrè a George Gershwin cambiando anche il programma in corsa poiché- l’improvvisazione – afferma – non sempre porta al brano seguente.
Con la figlia Oona, uno dei brani più emozionanti è stato Moon River colonna sonora di Colazione da Tiffany, dove musica e voce si sono unite fino a confondersi a volte in un suono unico. Il concerto si conclude con il bis del suo Fiori di Neve, per gli spettatori è stato un alternarsi continuo di abbandono agli archi per poi riprendersi con i virtuosismi del piano.

A fine concerto resta felicemente sorpreso dal calore del pubblico che letteralmente lo avvolge per complimentarsi, autografi e selfie e mi dedica un po’ del suo tempo.

Complimenti Maestro, tre domande “flash”:

E’ stato lei a scegliere il pianoforte o è stato il pianoforte a scegliere lei?

Resta in silenzio qualche secondo, poi deciso, con tono virile risponde:
“Io. Perché è lo strumento più completo, avevo bisogno di concretizzare, capisce?”

Sorrido.

Cos’è il jazz per Danilo Rea? Lo definisca con una parola.

“La libertà”. – Afferma senza pensarci un attimo.

Il jazz, per ritornare ad essere la musica popolare dell’inizio, crede ha bisogno oggi di legarsi alla musica commerciale?

“No. Deve tornare ad emozionare…come facevano Louis Armstrong, Ella Fitzgerald”.

Personalmente credo sia stato il piano a scegliere lui, ma insieme sono una cosa sola.

Stefania Paoloni
Ragioniere-Programmatore. Formazione sociologica ad indirizzo economico. Dopo anni di precariato si è dedicata alla famiglia e oggi investe nel giornalismo digitale.

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