Un ricordo indelebile.

Un affetto che continua a perpetrarsi tra iniziative e manifestazioni che puntano ad incidere il nome dello scalatore pontino sulle vette e i sentieri che ha percorso e sfidato.

Un modo per non far perdere alle nuove generazioni quel patrimonio di passione, determinazione e quel senso di sfida che hanno spinto Daniele ad affrontare il Nanga Parbat in Pakistan quando era più difficile.

In questi mesi a Daniele sono stati intitolati alcuni sentieri, una palestra, la cima della montagna più alta dei Monti Lepini, la Semprevisa.

Ed ora, come anticipato in un’intervista a Montagna.tv,  Filippo Thiery, che ha fornito a Nardi la sua consulenza come meteorologo nel corso di tutte le spedizioni invernali sul Nanga, ha deciso di fargli un regalo unico.

Nell’estate del 2020 un microchip con inciso il nome di Daniele verrà lanciato a bordo di un rover della NASA su Marte.

Sul sito della NASA c’è una sezione in cui tutti sono invitati a “richiedere il proprio boarding pass” per prendere parte a questa missione.

“Quando ho letto di questa possibilità – ha spiegato Thiery – mi è venuto spontaneo non mettere il mio nome ma quello di Daniele”.

Un gesto di generosità che sottolinea l’intensità dei rapporti che Daniele Nardi ha saputo creare con chi lo circondava e ai quali ha donato il desiderio di superare i propri limiti oltre i confini non solo terrestri.

“Amava spingersi ai limiti della conoscenza umana per portarli un po’ più in là e credo che un’esplorazione su Marte sia quanto di più simbolico possa esistere – conclude Thiery – per rappresentare questo suo modo di essere”.