lunedì 17 Gennaio 2022

Daniele Nardi, ricerche concluse. La famiglia: “Dobbiamo accettare l’accaduto”

Le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard sul Nanga Parbat sono concluse. La notizia ufficiale arriva dalla pagina Facebook dell’alpinista di Sezze che da quando sono dispersi ha aggiornato tutte le persone, amici e appassionati, che hanno seguito la vicenda.

Notizia data anche dall’ambasciatore italiano in Pakistan, Stefano Pontecorvo: “Con grande dolore informo che le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard sono terminate avendo Alex Txikon confermato che le sagome individuate a circa 5900 metri sono quelle di Daniele e Tom” e conclude “R.I.P”.

“Siamo affranti dal dolore – si legge nell’ultima comunicazione della famiglia – vi comunichiamo che le ricerche di Daniele e Tom sono concluse. Una parte di loro rimarrà per sempre al Nanga Parbat. Il dolore è forte; davanti a fatti oggettivi e, dopo aver fatto tutto il possibile per le ricerche, dobbiamo accettare l’accaduto.

Ringraziamo Alex, Ali, Rahmat e tutta la squadra di soccorso, le autorità pakistane e italiane, i giornalisti, gli sponsor, tutti gli amici che hanno dimostrato tanta collaborazione e generosità.

La famiglia ricorda Tom come competente e coraggioso amico di Daniele. A lui va il nostro pensiero”.

Difficile capire cosa sia accaduto, in molti tentano ipotesi. Quello che è ormai certo è che le due sagome sono proprio i due alpinisti dispersi sulla montagna killer. Sembra che non ci saranno voli per recuperali, il rischio di valanghe è troppo alto.

“Daniele rimarrà un marito, un padre, un figlio, un fratello e un amico perso per un ideale che, fin dall’inizio, abbiamo accettato, rispettato e condiviso. Ci piace ricordarti come sei veramente: amante della vita e delle avventure, scrupoloso, coraggioso, leale, attento ai dettagli e sempre presente nei momenti di bisogno”.

La famiglia vuole ricordarlo con le sue parole: “Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un’idea…vale la pena farlo”.

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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