La montagna coincide con la vita di Daniele Nardi, oggi che è disperso questo lo dobbiamo ricordare. La speranza si alimenta dalla conoscenza. La sua vita coincide con la montagna e il suo amore, è questo che lo rende rispettoso dell’impossibile e caparbio nelle possibilità. La sua storia è nella montagna dal Semprevisa alle vette del tetto di questo pianeta. Lui è la testardaggine di voler osare, di voler andare ostinatamente più in alto, oltre. Oggi bisogna non aspettare avere la certezza del ritorno. Quando parla delle sue esperienze Daniele ci mette una energia, una forza che è quella che hanno gli uomini quando non osano, ma quando sanno della propria passione. Doveva andare lì su, deve tornare qui perchè il viaggiatore in verticale o in orizzontale che sia ha una missione: il dovere del racconto al suo ritorno.

Ecco c’è un appuntamento con la storia di questa esperienza, appuntamento a cui non mancherà. Certo la montagna non è facile, non è gentile, ma Daniele non l’ha mai sfidata ma sempre rispettata, è stata ed è una partita leale tra la natura e l’uomo che della natura è la parte ostinata, persistente.

Verrà a descriverci il gelo, il vento, il bianco più bianco pensando già di ripartire, questo è lui, questo sono gli uomini come lui che hanno la passione, quella che lo farà tornare.