Daniele Nardi e quell’impronta indelebile che resterà sul tetto del mondo

Forse in fondo al suo cuore lo sapeva.

Forse quel desiderio irrefrenabile di andare avanti, di vincere la sua sfida con la natura, con l’ignoto che lo hanno spinto a superare i suoi limiti, fisici e psicologici, lo avevano messo in guardia.

Ma l’istinto, il desiderio, la passione, quello spirito di avventura unito alla volontà di lasciare un segno nella storia, sono stati più forti.

Non sapremo mai cosa è accaduto sulla montagna maledetta.

Possiamo solo immaginare Daniele e Tom che lassù, tra le stelle e il cielo, si stanno confrontando su cosa è andato storto e su cosa avrebbero potuto prevedere ed evitare.

Le illazioni non servono a nulla.

Così come i commenti di quelli che oggi sono facili detrattori seduti su un divano al riparo da qualsiasi incognita.

Ho conosciuto Daniele in modo fortuito.

Circa 15 anni fa quando era passato per un’intervista.

Ricordo il suo modo di raccontare quelle sfide e la sensazione di smarrimento che il suo entusiasmo nel descrivere gli ostacoli superati creavano in me.

Era un uomo coraggioso Daniele.

Animato, in ogni passo, dalla volontà prima che dalla passione.

Perchè servono volontà e fermezza per scegliere, e lui lo ha sempre scelto consapevolmente, di andare avanti, di non fermarsi.

Oggi Daniele e Tom sono su quella montagna.

Forse resteranno lì ma il loro insegnamento continuerà a camminare.

Sulle gambe degli amici e della famiglia.

Nnel cuore di tutti coloro a cui Daniele ha fatto del bene o regalato la condivisione di un sogno, nella testa di coloro che, sul suo esempio, continueranno a vedere gli ostacoli solo come qualcosa da superare e a cui non arrendersi mai.

Portava con sè la bandiera della pace Daniele.

Voleva issarla sulla vetta più aspra del mondo.

Per chi lo ha conosciuto.

Per chi leggerà delle sue gesta.

Quella bandiera è stata ben conficcata nella terra e, se anche una sola persona, saprà sorridere come faceva lui, saprà avere un pò della sua generosità e spirito di avventura, germoglierà.

In queste settimane il raccontare si è fatto pesante.

Abbiamo cercato di farlo, nel massimo rispetto di un dolore che si schiudeva fino a prendere il sopravvento sulla speranza.

Ci stringiamo, dall’editore a tutta la redazione, intorno alla famiglia di Daniele, ai suoi amici, a tutti coloro che lo hanno amato e lo ameranno ancora per quel germoglio che ha piantato saldo nel loro cuore.

E la certezza è che di Daniele e delle sue meravigliose avventura non si smetterà di raccontare mai.

Perchè in fondo quando si entra nella storia non esistono addii ma solo arrivederci.

Alessia Tomasini
Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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