Daniele Nardi e Tom Ballard
Daniele Nardi e Tom Ballard

“O madre universale per cui favor si sale in paradiso”, è un passo di Dio vi salvi Regina. Mi risuonava in testa quando ho cominciato a scrivere questo pezzo. Si sale in paradiso, si scende negli inferi, in alto c’è la vita, la speranza, sotto il buio della disperazione. Disperdere la speranza è veramente morire. Oggi in tanti salgono il Semprevisa in ricordo di Daniele Nardi, salgono la sua montagna con la gentilezza che lei ha, con la sua forza che guarda il mare, che vede il piano. Il Semprevisa l’ho conosciuto per la neve, dicevano “ha nevicato”. Ma io la neve non la vedevo, poi ho capito che “nevicava” quando era bianca la grande montagna, che bastava la sua neve per darci acqua giù fino al piano. Una montagna che non separa, una montagna che difende, una montagna della buona aria che quella cattiva era sotto il mare e piatta, piatta che non ti faceva respirare. Poi, poi il cavallo e il mulo, il primo bello di una corsa che ti innamoravi, il secondo tenace, tenace che non molla mai. Il cavallo è la corsa al piano, il mulo sale, sale, sale, non si ferma mai, e continua tenace. La montagna è tenace, è passo dopo passo, è silenzio per quanto rumore fa il mare, è vento è paradiso. In tanti hanno salito il monte in ricordo di un ragazzo che da questo monte è saltato, ha fatto un salto tenace fino a dove si tocca il blu. Sotto non si vede niente, tutto bianco, come di cotone. Tutto grande e più in alto non si può. Non salgo, non faccio un passo, sono pigro di una pigrizia esagerata, il silenzio lo rompo con il rumore della mia voce, ma spero che chi ha provato, a saltare tra le nuvole, di cima in cima sarà ricordato ancora e di nuovo, non consumato nell’effimero dello stupore di un momento. Perché c’è una montagna che uccide matrigna, una montagna per cui si scende e si scompare, la dimenticanza. Dobbiamo lasciar traccia, dobbiamo sentire il silenzio della montagna che fa i nomi. Ciascuno di noi ha ricordi, tra questi coltiviamo quello di un ragazzo che ha fatto un salto straordinario e lo voleva fare.

“Ha fatto neve”, e guardo in alto. Bianca, bellissima, come un lenzuolo candido di lavanda, ed un bimbo dopo il salto si è assopito.