di Giorgia Ciochi – Daniele Nardi ci riprova. Dopo precedenti tentativi falliti, l’alpinista di Sezze vuole tornare a scalare il Nanga Parbat in inverno. La montagna pakistana è alta 8125 metri, per ben 28 volte gli alpinisti hanno tentato la sua scalata, ma hanno dovuto arrendersi. Ora Nardi vuole infrangere il tabù. Per questo ha messo insieme una squadra di scalatori composta da Elisabeth Revol, compagna del primo tentativo in invernale risalente all’anno 2013; Tomasz Mackiewicz, esperto alpinista polacco, e l’abruzzese Roberto Delle Monache. Il titolo della spedizione è “Gli astronauti moderni”. L’iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato, oltre allo scalatore setino, Daniele Moretti (caporedattore di Sky TG 24) e moderatore, e, tra gli altri, Eleonora Della Penna, Presidente della Provincia di Latina. “Le imprese di Daniele devono essere un esempio per i giovani che, nella vita, non riescono a scalare e superare le difficoltà quotidiane” ha affermato la dirigente di Via Costa.

“Arrivare in vetta è il nostro obiettivo – afferma Daniele Nardi -. Sono al mio terzo tentativo in invernale. Siccome si tratta di un’impresa mai riuscita a nessuno non ci sono libri su cui studiare, video da visionare o documenti da cui prendere spunto”. Prima della scalata sarà fondamentale conoscere le previsioni meteo, ma, dice Nardi “Ci dovremmo affidare ai nostri occhi, alle nostre sensazioni per tentare di arrivare in vetta. Le esperienze passate sono servite proprio a questo”. E infine: “Porterò con me questo bagaglio di esperienza affinché il sogno di una vita si trasformi in realtà”.

L’impresa sarà dura. Oltre a essere una montagna alta, l’inverno sul Nanga Parabat offre davvero condizioni proibitive: le temperature possono arrivare anche a 50 gradi sotto zero. E inoltre le bufere di neve toccano i 100 km/h. A queste difficoltà oggettive si aggiungono quelle dell’organizzazione della scalata: niente ossigeno, niente aiuti, niente corde fisse. Daniele Nardi e la sua squadra avranno con loro solo la forza delle mani e della mente. L’impresa sarà documentata da un cineoperatore, Federico Santini, che realizzerà un documentario prodotto dalla SD Cinematografica. La partenza verso il Pakistan è fissata al 27 dicembre.