di Redazione – Tutto ebbe inizio con l’abbattimento dell’eucalipto secolare in via Quarto. Quel gesto indignò l’opinione pubblica e i residenti della zona si riunirono in un Comitato dal nome Gigante buono. Ma probabilmente pochi all’epoca potevano immaginare che l’eucalipto era solo la punta dell’iceberg di quello che è venuto fuori dopo.
Poco alla volta si è scoperto cosa nascondeva quel piano particolareggiato, prima è stato il turno del terreno ceduto in cambio di cubature ma che poi si è visto essere già di proprietà del Comune perché espropriato più di venti anni prima e adesso, in ultimo, dello stadio Francioni, diventato area verde per sopperire a tutte le altre cedute ai costruttori.
Non a caso nella relazione che accompagna il Ppe del comprensorio R3 i progettisti assicurano che nel quartiere si possono edificare ancora 115 mila metri cubi di volumetrie, 70mila per residenze e 45mila per uffici commerciali.
Adesso questa relazione, insieme alle tavole che l’accompagnano, è sul tavolo del sostituto procuratore Giuseppe Miliano che dovrà decidere il da farsi.





