giovedì 8 Dicembre 2022

Dalle Camere di Commercio ai Patronati: in discussione tutti i corpi intermedi

Camere di Commercio nel caos, CAAF e Patronati penalizzati, Ente Provincia depotenziata, Banche popolari e cooperative ridimensionate. Cosa sta accadendo?

Ormai è una certezza: tutti i corpi intermedi vengono sistematicamente colpiti, ridimensionati, resi quasi inutili. Si sta spezzettando tutto il nostro sistema sociale che ha retto il Paese in questi anni. La forza era la Famiglia….e la stanno destrutturando, il sistema economico di prossimità forse dà fastidio perché non è controllabile, le piccole attività d’impresa vengono penalizzate tanto che molte sono costrette a chiudere. Tutto deve ormai essere in un’ottica europea, internazionale, globalizzato.

Sembra quasi esserci un disegno preciso per rendere il nostro Paese in balia delle grandi forze economiche estere. Molti autorevoli marchi di aziende leader sono stati venduti a capitali stranieri. La cosa sta ormai diventando molto seria.

Oggi sta toccando alle Camere di Commercio. Erano ormai uno dei pochi, se non l’unico, centro economico autorevole e direttamente rappresentativo delle imprese e delle associazioni datoriali. Anch’esso destrutturato. Un comunicato di “Rete Imprese Italia”, cui Confartigianato aderisce, esprime apprezzamento per la riforma delle pubbliche amministrazioni ma qualche cosa non torna.

Una cosa è razionalizzare, giustamente, i costi, altro è rendere inefficiente un organismo importante e basilare come la Camera di Commercio, ultimo ente di programmazione sul territorio a sostegno delle piccole attività d’impresa, delle attività artigiane e commerciali. Ente economicamente forte ed autonomo (pagano le imprese stesse e non lo Stato)… è forse questo il problema? È un potere che non è controllato dalla “grande” finanza e industria internazionale?

Bisogna che il Governo valorizzi il ruolo delle Camere di Commercio; enti ricchi di professionalità difficilmente reperibile altrove. Una cosa è “la riforma”, altra il renderli inefficaci. È importante “mantenere l’autonomia delle singole Camere nell’individuazione degli ambiti di intervento di promozione dell’economia locale. Un’attività che mal si concilia con la riduzione, nel 2017, del 50% del diritto annuale che rappresenta la principale fonte di finanziamento delle Camere, peraltro tutta a carico delle imprese. Una particolare attenzione è stata poi chiesta riguardo alla realizzazione degli accorpamenti, che porteranno il numero delle Camere dalle attuali 105 ad un massimo di 60, con il rischio di produrre effetti negativi per le imprese ed il territorio.

Un ruolo determinante, ovviamente, lo hanno proprio le Associazioni di categoria datoriali e il mondo sindacale dei lavoratori che, uniti, con forza devono intervenire per proteggere anche gli attuali assetti occupazionali e la funzionalità stessa delle Camere di Commercio. Troppo silenzio si sta “sentendo”!

C’è bisogno necessariamente una azione concertata tra i vari soggetti sociali. È un problema ed una emergenza cui nessuno può sottrarsi. Bisogna tutti essere responsabili. Le scelte di oggi andranno a ridisegnare, volente o nolente, il panorama economico del nostro territorio.

Verso quale Camera di Commercio stiamo andando? Quali competenze? Quali peculiarità locali? Quali assetti di governance?

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