Dai sindacati alla politica, il cliché che colpisce Landini e Bonanni

di Francesco Miscioscia – E’ ormai una prassi in Italia che tutti i rappresentanti dei sindacati, una volta finito il loro mandato dirigenziale, si lancino in politica. In precedenza erano stati Chiamparino, D’Antoni, ma anche Bertinotti, Baretta, in queste ore si parla di Maurizio Landini, che in uscita dalla Fiom potrebbe guidare un movimento di sinistra in opposizione al governo. Anche Raffaele Bonanni nei giorni scorsi ha annunciato un partito tutto suo. In realtà Italia Più è al momento un’associazione (con il nome che somiglia ad un canale televisivo o ad una rivista di gossip), ma di qui allo statuto di partito il passo è breve.

Si ripete dunque il classico ritornello che in politica serve qualcosa di nuovo, che i partiti classici sono lontani dai cittadini e quindi dai problemi del popolo, che servono volti nuovi. Facile a dirsi, ma i predecessori di Bonanni, che dai sindacati, cioè, hanno deciso di fare il salto in politica, hanno tutti più o meno fallito. Ultimo, in ordine cronologico … Continua a leggere su Marketicando.

SHARE