giovedì 8 Dicembre 2022

Dai laziali Di Chirico e Sakara a Vettori: chi gli italiani protagonisti in UFC

È probabilmente lo sport di contatto che negli ultimi anni ha riscosso più successo a livello mediatico, grazie alla spettacolarità dei suoi incontri e ad alcuni (a volte controversi) personaggi, protagonisti dentro e fuori i campi di gioco. Stiamo parlando delle arti marziali miste, meglio note alle cronache sportive con l’acronimo di MMA (dall’inglese “mixed martial arts”), la nuova multi-disciplina agonistica che sta provando a scalzare in popolarità anche la nobile arte del pugilato.

Comparsa sulle pagine dei giornali e siti web sportivi per la prima volta a metà degli anni novanta negli Stati Uniti, la MMA si è presto diffusa in ogni palestra e palazzetto del mondo, diventando uno degli sport di full-contact più praticati. La trasformazione nello show televisivo che oggi tutti conosciamo è stata graduale ed è avvenuta di pari passo con la fondazione della UFC, la Ultimate Fighting Championship, la più grande e potente organizzazione di incontri e tornei di MMA oggi presente sulla scena, il cui attuale numero uno, l’imprenditore e personaggio televisivo Dana White, è riuscito a trasformare nell’ultimo decennio in una vera e propria macchina da soldi.

La scena MMA in Italia: chi sono i fighter tricolori in UFC?

La UFC è una organizzazione sportiva che non conosce confini. Dal continente americano a quello asiatico, dall’Europa all’Africa, i lottatori sotto contratto con la più prestigiosa federazione di arti marziali miste arrivano in pratica da ogni parte del mondo. Anche l’Italia ha la sua buona fetta di rappresentanza, con alcuni lottatori che di recente si sono fatti apprezzare anche al grande pubblico americano.

Tra tutti, quello che di più si è messo in evidenza nell’ultimo periodo è stato Marvin Vettori, colosso classe 1993 originario di Mezzocorona, in provincia di Trento, quarto atleta tricolore di sempre ad aver debuttato in UFC. The Italian Dream (“Il sogno italiano”), così come è soprannominato oltreoceano, è reduce da una serie di quattro vittorie di fila ed il 2020 è stato senza dubbio la sua stagione migliore nel campo delle arti marziali miste, avendo superato i più quotati Karl Roberson e Jack Hermansson, assicurandosi tra l’altro i bonus (economici) “Performance of the Night” e “Fight of the Night”.

In attesa della conferma ufficiale da parte del board dell’UFC, il suo prossimo avversario sarà con buona probabilità Darren Till, atleta che si trova proprio sopra il lottatore trentino nel ranking della categoria middleweight (pesi medi) della federazione di lotta più famosa al mondo. In quest’ottica, l’incontro dovrebbe calamitare l’attenzione di tutti, con Vettori già favorito nei pronostici delle quote MMA, proprio in ragione del fatto che il vincitore della contesa, quasi sicuramente, si assicurerà una opportunità per sfidare il campione Israel Adesanya e competere per il titolo.

Per l’Italia si tratterà di una grandissima occasione; mai nessun lottatore tricolore, infatti, è arrivato così in alto nelle MMA (tra l’altro, Vettori è stato anche il primo italiano di sempre a salire sul ring in un main event targato UFC).

Ma Vettori non è il solo azzurro ad aver combattuto sinora in UFC. Prima del colosso di Mezzocorona, sono stati due lottatori originari del Lazio ad aver aperto la strada per l’ingresso della bandiera tricolore nello spettacolare universo delle MMA americane.

Il primo fighter a debuttare nella gabbia UFC è stato Alessio Sakara, classe 1981, peso medio e mediomassimo nato e cresciuto a Pomezia (visto in televisione anche nel fortunato programma Pechino Express). Sin da piccolo, il Legionario (è il suo soprannome) si è dedicato agli sport di contatto, arrivando ancora adolescente ad essere uno dei migliori prospetti del circuito pugilistico regionale del Lazio. Si appassiona alle arti marziali miste dopo aver conosciuto il brasiliano Roberto Almeida in Sud America e, dopo varie peripezie e difficoltà, riesce a trasferirsi negli Stati Uniti dove nel 2008 viene notato dagli scout dell’American Top Team, una delle squadre migliori nel settore delle MMA. Questi sono gli anni che vedono Sakara debuttare (finalmente) in UFC; qui la sua esperienza durerà in totale otto anni, periodo di tempo in cui il lottatore romano salirà sul ring 14 volte, ottenendo sei vittorie e otto sconfitte (nelle categorie dei medi e mediomassimi). Ufficialmente, la sua avventura nella federazione di arti marziali miste più prestigiosa al mondo è durata dal 2005 al 2013 (è stato tra i lottatori europei più duraturi oltreoceano), arrivando ad essere uno dei migliori trenta lottatori al mondo della sua categoria.

Di recente si è messo in mostra anche Alessio Di Chirico, anch’egli romano, che ha debuttato in UFC nel 2016. Di Chirico, ex giocatore di football americano nella Serie A italiana, ha sinora combattuto sette volte nella gabbia dell’organizzazione presieduta da Dana White, vincendo due volte e subendo cinque sconfitte. Tuttavia, anche nelle sfide perse, Di Chirico ha sempre dimostrato di poter lottare alla pari, anche contro avversari ben più quotati. Ma il lottatore romano dovrà al più presto mutare il suo stile di combattimento per assicurare la sua permanenza ancora per molto tempo in UFC (gli atleti sono sotto contratto per l’organizzazione, così come un calciatore lo è per una squadra di club).

Anche se dotato di una ottima struttura fisica, il fighter di Roma, infatti, a detta di tutti gli esperti del settore, deve migliorare sensibilmente il suo pugilato, ovvero la fase in piedi della sua lotta. Solo così, riuscirà a tenere testa anche ai combattenti più quotati e lottare per le posizioni di vertice in UFC.

La sua ultima battaglia si è disputata a fine agosto a Las Vegas, contro il veterano Zak Cummings (dal 2013 in UFC). Di Chirico ha dominato la prima ripresa, lasciando all’avversario il secondo round e controllando il terzo, fino alla disattenzione dell’ultimo secondo (quando non è riuscito a schivare un calcio al volto) che, secondo i giudici, è costata all’italiano l’incontro. Una decisione (molto dubbia) che però ha certificato come la distrazione di un singolo secondo può influire sulla carriera di un lottatore in UFC. Un rammarico mica da poco per il lottatore romano che ha già promesso di risalire sul ring al più presto nel 2021 e di rifarsi nella sua categoria, tentando già l’anno prossimo di scalare posizioni nel ranking e di raggiungere quanto prima la sua chance per il titolo.

 

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