chef Fontana

La cucina di Terracina è leader in Svezia grazie allo chef Nazareno Fontana.

Il cuoco pontino è diventato per casualità un mito in Nord Europa, favorendo ulteriormente il flusso di turisti scandinavi che da anni scelgono la cittadina della riviera pontina per trascorrere le vacanze.

Dopo il servizio per una televisione svedese, la popolarità di Fontana crebbe a dismisura.

Qualche tempo fa un tour operator gli ha fatto una proposta, ovvero quella di portare a Terracina turisti svedesi, appassionati di cucina, per farli partecipare anche a dei corsi.

L’idea è diventata realtà.

Fontana svolge i corsi dedicati ai turisti svedesi nei mesi di maggio e settembre.

Il viaggio culinario degli svedesi a Terracina inizia nel regno di Fontana, la cucina del Ristorante Il Caminetto, dove gli ospiti hanno la possibilità, tra le altre, di osservare la preparazione della pasta all’uovo; di vedere come nasce un cannellone; capire come viene effettuata la sfilettatura del pesce.

Successivamente i novelli cuochi vengono accompagnati nella Fattoria Trani, di proprietà della moglie e della cognata dello chef, dove hanno la possibilità di vedere il funzionamento di un frantoio e soprattutto di degustare formaggi e salumi prodotti in modo autoctono.

L’ultima fase del corso passa attraverso l’assaggio di vini presso l’Enoteca de Il Caminetto, dove l’apprezzato sommelier Biagio Fontana racconta e descrive alcuni tra i migliori vitigni delle terre pontine.

I turisti si ritrovano poi tutti a tavola per la cena, durante la quale vengono consegnati i tanto attesi diplomi di fine corso.

Negli anni – ha raccontato Fontana – abbiamo sempre avuto una partecipazione costante e soprattutto attenta, scrupolosa, di persone che vivono questo evento come un momento, altamente, didattico. Non a caso, spesso, tanti di loro prendono appunti e fanno domande su ogni argomento, cercando di carpire quelle che, evidentemente, per loro sono dinamiche della nostra cucina sconosciute, ma che tanto vorrebbero conoscere. L’approccio di queste persone è quasi di formazione più che di informazione. Sicuramente un motivo di vanto per l’arte culinaria italiana/terracinese che trova, anche in questi contesti, la possibilità di essere trasmessa oltre confine”.