Dopo una prima fase di fibrillazione nei Comuni della provincia di Latina chiamati al voto è arrivata la stasi.

Chi si aspettava una campagna elettorale lunga, scandita dalla voce dei candidati, è rimasto e rimarrà deluso, a quanto sembra, ancora per molto.

Perchè l’unico grande protagonista della politica sono tornati ad essere i cari, vecchi, personalismi.

Il centrodestra sta implodendo sui veti incrociati di questo partito contro l’altro.

La telenovela è iniziata con Fratelli d’Italia che ha proposto la linea di continuità indispettendo i possibili alleati di Lega e Forza Italia.

Una scelta che, al momento sembra essere vincente, considerato che l’unico candidato sindaco in campo è proprio in quota al partito della Meloni.

Intanto, Lega e Forza Italia sono alle prese con le difficoltà segnate da passi avanti rapidi e ritirate eccellenti che continuano a sommarsi senza continuità di sorta.

Il nodo non sarebbero gli obiettivi, cioè scalzare dal governo di Terracina Fratelli d’Italia, ma le liti interne ed i niet nei confronti di questo o quel personaggio di spicco.

Risultato, si naviga a vista in un amare tutt’altro roseo. Stessa situazione a parti inverse a Fondi dove sempre Lega e Fratelli d’Italia sono protagonisti di divisioni, interne ed esterne, difficili, se non impossibili da gestire.

Per il Pd la musica non cambia con antichissimi rancori che continuano a far rimpiangere i tempi di Vincenzo Recchia.

Il motivo? Pur di radere al suo il collega di partito o l’avversario/alleato si è disposti a non scendere in campo e ad evitare la partita.

Una malattia quella del personalismo che la fa da padrone in provincia di Latina da sempre condannandola ad essere la Cenerentola d’Italia, l’appendice della vicina Ciociaria, seppure con problemi non irrilevanti da risolvere, e un satellite impazzito intorno a Roma.

Alzare la testa e mettere da parte inutili litigi per arrivare al risultato potrebbe essere un passo avanti, forse il primo e vero compiuto nell’interesse esclusivo dei cittadini.