Lavora spostandosi tra Pontinia e Madrid. Avvocato, consigliere comunale a Pontinia, Paolo Torelli sta vivendo la doppia faccia dell’emergenza Coronavirus.

La preoccupazione per la propria famiglia a Pontinia, i timori per quella “adottiva” in Spagna.

Per settimane l’Italia è stata vista come l’untore, poi negli ultimi giorni i casi in Spagna si sono moltiplicati, aumentando in modo esponenziale.

E quella psicosi che sembrava tipica italiana potrebbe arrivare lì anche se il fattore culturale segna la distanza.

I provvedimenti arrivano alla spicciolata e seguire le “direttive” italiane diventa difficile.

“Madrid questa mattina – spiega Torelli – ha chiuso alcune attività all’esterno dove si svolge tipicamente la vita quotidiana, sotto il profilo dell’aggregazione ma anche degli incontri di lavoro. Provvedimenti precauzionali che sono presi però in modo disomogeneo in tutta la Spagna dove ciascuna regione ha massima autonomia. Il Governo, come accaduto in Italia, non ha deciso di assumere provvedimenti uguali su tutto il territorio. Far capire che non si tratta di una semplice influenza non è semplice”.

Anche la sanità pubblica che a Madrid è un fiore all’occhiello in termini di assistenza e prestazioni erogate sta andando in affanno.

“Qui i risultati dei tamponi hanno tempi molto più lunghi rispetto all’Italia e questo crea una distanza tra i dati forniti e i casi effettivi registrati. Ci si aspetta un fenomeno Lombardia ma la situazione si sta prendendo sottogamba. La paura non ha preso ancora il sopravvento nonostante tutto. Qui non c’è la corsa all’amuchina o alla mascherina da parte dei cittadini. Le terapie intensive sono andate in sofferenza ma lo stile di vita sembra non voler cambiare”.

Quale è la differenza principale che si rileva?

“Il caso dell’Italia dovrebbe essere preso ad esempio e lo dico anche come amministratore. Siamo arrivati in ritardo con ordinanze a singhiozzi, spesso facilmente interpretabili ma alla fine siamo riusciti a mettere nero su bianco provvedimenti unitari. E’ assurdo, al contrario, che ci sia ancora qualcuno come l’ambasciatore italiano a Madrid che spiega come aggirare il blocco dei voli diretti imposto dalla Spagna nei confronti dell’Italia. E’ vera irresponsabilità”.

Oggi non può muoversi, deve restare a Madrid, come vive la distanza dalla sua città, dalla sua famiglia?

“La distanza fa paura ma è un sacrificio necessario in questo momento a tutela di tutti, della mia famiglia, della mia città, dei cittadini che ho l’onore di rappresentare. Credo sia un atto di responsabilità oggi restare qui dove sono. Continuo a fare tutto quello che posso tramite i social per mantenere vivo il contatto con tutti. Per fortuna internet in questo aiuta. Sento le persone ogni giorno e sono certo che torneremo più forti di prima. L’Italia, la nostra provincia, Pontinia stessa, torneranno alla normalità più forti di prima. Il virus fa paura – conclude Torelli – ma non ucciderà lo spirito di un popolo che sta dimostrando senso di responsabilità e altruismo”.

Mentre parliamo è arrivata l’ordinanza del sindaco di Madrid: “Bar e ristoranti chiusi da domani – spiega Torelli – ed è solo l’inizio credo”.