di Francesco Miscioscia – Fassina e gli altri rappresentanti della minoranza del Pd hanno boicottato la Leopolda del premier Renzi per la manifestazione della Cgil, e da piazza San Giovanni sono usciti “cornuti e mazziati”.
Il milione di partecipanti all’evento del sindacato, di protesta contro le politiche del lavoro dell’esecutivo, hanno duramente contestato gli esponenti del Partito Democratico presenti. In particolare hanno urlato di andar via a coloro che hanno preso parte alla manifestazione ma poi in Aula votano la fiducia al governo.
Una situazione, quella che si è verificata dall’evento, che, accostata all’andamento dei sondaggi, porta ad una conclusione abbastanza evidente: i cittadini bocciano l’incoerenza. E così Fassina, Bersani e compagnia bella si trovano esclusi dalle logiche dei democrat e con una base elettorale che ormai ha voltato loro le spalle.
Non è apprezzato chi rema contro il governo ma poi lo sostiene in Parlamento. Così come non è apprezzato chi sostiene un governo del Pd chiamandosi Nuovo Centrodestra.
Gli alfaniani, che per restare attaccati alle loro poltrone ministeriali hanno rinnegato le idee che hanno portato avanti per anni, sono sprofondati intorno al 2%. Cosa che sta avvenendo anche per Forza Italia, che dal patto del Nazareno e conseguente perdita di identità, perde consensi di settimana in settimana.
Percorso inverso invece per la Lega, in modo più evidente, e Fratelli d’Italia. Salvini tenendo sempre alto il coro “NO euro e No clandestini” rafforza il suo elettorato e si arricchisce di chi non gradisce l’ambiguità di altre forze di centrodestra. Stesso discorso per Meloni e An, che comunque, nel loro piccolo, restano fedeli ai loro principi.
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