sabato 22 Gennaio 2022

Da Littoria a Latina, quella storia che fa ancora notizia

Una vera e propria dicotomia che si muove sul filo di una storia, quella dell’Italia, che è sempre rimasta in blico tra nostalgia – memoria e quella spinta alla cancellazione e all’oblio che certa politica avrebbe sembre voluto imporre.

E’ quella di Latina – Littoria, una delle principali città di Fondazione, nata sotto la spinta razionalista, cresciuta negli anni bui del fascimo e che paga lo scotto di un nome che a quel periodo rimanda.

La prima pietra della città fu posata dai fascisti il 29 giugno del 1932 dopo la bonifica delle paludi dell’Agro Pontino, con il nome di Littoria.

La cerimonia si svolse senza la presenza di Benito Mussolini, seccato dall’attenzione della stampa italiana intorno all’evento, in contraddizione con la  politica antiurbana del regime.

Littoria è diretto rimando, infatti, a littorio che significa “del fascio, come insegna degli antichi littori romani o come emblema del partito fascista”.

Una vicenda che, tra i corsi e i ricorsi alla storia, torna di attualità per poi ripiombare nell’oblio e che si è conquistata anche la ribalta nazionale grazie al geniale film “Latina-Littoria” di Gianfranco Pannone che ricostruisce, in modo originale e nn privo di qualche spunto di sottile ironia, legata ala caricatura che quei tempi tra la prima e la seconda guerra mondiale portavano con sè lasciando segni tangibili anche in un recente passato, la storia di questa città sorta nel 1932 per volere di Mussolini.

Con decreto luogotenenziale del 9 aprile 1945, n.270, Umberto di Savoia Principe di Piemonte in qualità di Luogotenente Generale del Regno aveva autorizzato il comune di Littoria, già capoluogo di provincia, a modificare la propria denominazione in Latina.

Negli anni non sono stati pochi i tentativi, tutti evidentemente falliti, di riportare, èper dovere “storico” il nome di Latina a quello di Littoria o di accostare i due.

Fece discutere, ottenendo anche la ribalta nazionale, la proposta in tal senso del comitato “Mi chiamo Littoria” e del suo presidente Euro Rossi di ricorrere ad un referendum consultivo per cambiare il nome di Latina in Littoria con tanto di lettera inviata all’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per informarlo della iniziativa.

il tutto accompagnato da venti di polemica che tennero banco anche sulla stampa per settimane.

Il risultato è che Latina è rimasta Latina ma che Littoria resta il suo legittimo antenato per quanto a qualcuno possa dar fastidio.

In fondo la storia si insegna e non si cancella e non è nei simboli che si radicano le pagine brutte della storia ma nella testa e nelle azioni degli uomini.

 

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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