E’ ormai evidente che nelle mire del Partito democratico ci sia, e forse ci sia sempre stata, l’urbanistica.

Un settore immobile, vero.

Ma anche un assessorato che, da sempre e come la storia dimostra, può fare la differenza nella gestione e nella visione da imporre alla città.

In una fase di dialogo, mirata a fare il punto, finalizzata a mettere nero su bianco gli elementi nevralgici che dovrebbero contraddistinguere la nuova maggioranza, è l’urbanistica la vera regina.

Prima il segretario provinciale del Pd, Claudio Moscardelli, che ha illustrato i cardini su cui il rilancio urbanistico di Latina può ripartire.

Poi, di nuovo, il segretario comunale, Alessandro Cozzolino che ieri è tornato a ribadire, dopo la conferma di apertura del segretario di Lbc Francesco Giri, che da parte del Pd  l’apertura c’è e che tra i punti programmatici prioritari c’è l’urbanistica.

Il tutto condito, ad ogni piè sospinto, dalla sottolineatura delle tante affinità sempre esistite da Pd e Latina bene comune.

Sarebbe interessante sentirle elencare una per una a patto che si evitino, l’interesse dei cittadini e il bene comune che dovrebbero essere scontati.

Perchè sarebbe ancora più interessate comprendere se tante affinità c’erano a cosa siano servite le battaglie urlate in consiglio comunale, che ora sono ammantate di fiori e cotillons, gli attacchi su ogni passo compiuto dal sindaco Coletta e Lbc.

E poi solo poco più di un mese fa dove erano le affinità con Lbc e Coletta quando Moscardelli e Cozzolino affermavano e citiamo testuali parole: “Il Pd è all’opposizione della giunta Coletta e sta lavorando ad un progetto alternativo all’attuale esperienza amministrativa e rispetto alla destra che ha governato in modo disastroso fino a tre anni fa. Non si torna indietro”.

A quanto sembra si è tornati indietro e come.

Miracoli di coerenza politica.