La pallanuoto è emigrata ad Anzio. Il Latina calcio più che una squadra è un simbolo di sopravvivenza.

Ora anche la Top Volley, dopo la lenta agonia legata alla mancanza e adeguatezza del palazzetto in cui allenarsi, ha scelto di emigrare.

Di abbandonare la città in cui è cresciuta per raggiungere risultati d’eccellenza per trovare casa a Cisterna.

Una sconfitta sul campo, per utilizzare termini propri del mondo sportivo, che il sindaco Damiano Coletta ha subito senza muovere un dito.

La scelta, legittima della Top Volley ieri Latina, oggi Cisterna, sottolinea, non solo l’inerzia amministrativa di questa maggioranza ma la totale indifferenza rispetto a quello che accade nella città, nella società e nella comunità che dovrebbe rappresentare.

Nell’addio della Top Volley è contenuto un colpo ferale all’identità di una città e di tutti quei cittadini che sugli spalti, per quei giocatori, hanno sofferto, combattuto, tifato sentendosi parte di qualcosa di più grande.

Il volley è riuscito a colmare, negli anni d’oro che lo ha portato in serie A e poi nel campionato di cui è stato protagonista, a rinsaldare il senso di società e unità di intenti che a Latina è poi, miseramente, scomparso.

Avremmo voluto un sindaco, e a dire la verità anche quelli del recente passato, combattere affinchè Latina potesse ancora credere e combattere per qualcosa.

Avremmo voluto un sindaco indignato, per il ruolo che gli compete, per quanto accaduto.

Avremmo voluto vedere Capitan Coletta capace, da sportivo quale spesso continua a definirsi, fare squadra con gli imprenditori locali per trovare una soluzione a quella che è, a tutti gli effetti, una disfatta politica e morale.

Invece siamo fermi, di fronte ad un muro di silenzio dietro cui l’inerzia di questa amministrazione continua a trincerarsi.

Onore delle armi al sindaco Mauro Carturan che, invece, ha colto l’occasione per riempire di contenuti il palazzetto dello sport della sua città.

Che ha colto l’opportunità di dare lustro e rinnovare l’immagine di Cisterna proiettandosi sul palcoscenico nazionale.

Per aver fatto, semplicemente, quello che tutti i sindaco dovrebbero fare: far crescere la propria comunità all’insegna delle eccellenze che può esprimere.

Per farlo bisognerebbe avere un’idea di quale obiettivo raggiungere e definire il percorso per compierlo.

Ma parliamo di arte politica, anche questa deve essere emigrata altrove.