Sit in UGL lavorati CUP

Si è concluso con un nulla di fatto il consiglio regionale sul caso dei lavoratori CUP. Ieri la protesta del sindacato UGL sotto la Pisana mentre era in corso la seduta, a cui non ha partecipato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

“Zingaretti da una parte dichiara di voler agire esclusivamente nell’interesse dei lavoratori ma dall’altra fa il contrario e questo non è più tollerabile, pretendiamo risposte concrete che devono scaturire da tavoli istituzionali e non da riunioni private come accaduto in passato”, così il Segretario dell’UGL Lazio Armando Valiani e UGL Sanità Lazio Gianluca Giuliano.

“È grave che l’ennesimo cambio d’appalto emesso da chi dovrebbe per primo tutelare i lavoratori come la Regione veda un nuovo ribasso in termini di orari e retribuzione. Nonostante le nostre lotte – spiega Valente – il governatore va avanti per la propria strada senza prendere in minima considerazione quelle che sono le reali esigenze degli operatori dell’intero comparto sanitario in tutte le Asl laziali. È evidente che la Pisana non abbia intenzione di superare la precarietà perché i suoi provvedimenti vanno ad alimentarla”. L’UGL sul tema sta valutando il coinvolgimento di ANAC e corte dei conti a fare le opportune verifiche.

 

La protesta continua. Oggi alcuni lavoratori del Cup-Recup e amministrativi delle Asl hanno occupato la sede del Consiglio regionale del Lazio. “Non ce ne andremo fino a quando il presidente Zingaretti non accetterà un confronto diretto e pubblico con noi lavoratori precari della sanità de Lazio”. Lo fanno sapere, in una nota, i Cobas lavoro privato.

“Quanto sta accadendo in questi giorni nei vari cambi di appalto nella sanità del Lazio, che sta comportando per i lavoratori un insostenibile taglio salariale, con la riduzione dell’orario di lavoro e il demansionamento, è inaccettabile – afferma Domenico Teramo, rappresentante dei Cobas del Lavoro Privato di Roma – i lavoratori chiedono soltanto la corretta applicazione delle clausole sociali previste dalle normative e l’applicazione di quanto previsto dal bando di gara, il quale stabilisce che i minimi salariali previsti dai CCNL sono inderogabili”.

Secondo il sindacalista “Il presidente Zingaretti rifiutando un confronto pubblico con questi lavoratori e lavoratrici dimostra di non voler comprendere quanto stanno rivendicando da oltre due mesi i lavoratori, precari da decenni, del sistema sanitario della Regione Lazio e conferma la sua indifferenza e contrarietà alla richiesta di tutela dei diritti, economici e professionali espressa dal personale precario in lotta da oltre due mesi”.

Le posizioni politiche

”La vicenda Cup è nata male e rischia di finire peggio: un vero disastro sociale! La Regione Lazio revochi la gara in autotutela e assicuri tutti i lavoratori nel nuovo bando’’, questa la posizione della Lega espressa dai consiglieri Angelo Tripodi e Laura Corrotti, insieme a Fabrizio Sartori.

Il bando per affidare la gestione del servizio infatti ha introdotto clausole di salvaguardia con condizioni al ribasso per i lavoratori.

“Ad oggi – spiegano dalla Lega – i lavoratori percepirebbero 250-300 euro in meno del passato e sarebbero vittime di altre prepotenze inaudite: dalla cancellazione degli scatti di anzianità al rapporto di esclusività per i contratti part time. Risultato? La Regione tace e in alcune Asl i lavoratori sono stati costretti a sottoscrivere il nuovo contratto”.

Per questo la Lega ha presentato un’interrogazione chiedendo al presidente Zingaretti se ritenga opportuno ”rispettare le promesse sottoscritte nell’accordo siglato con i sindacati, tutelare gli operatori mantenendo integralmente le ore di lavoro e i livelli contrattuali raggiunti e verificare la ripercussione dei tagli effettuati sulla qualità’ e sull’efficienza dei servizi”.

Dell’assenza di Zingaretti ha parlato invece Pino Simeone. “Evidentemente ha ritenuto più importante fare campagna elettorale per la sua candidatura alla segreteria nazionale del Pd, che dare ascolto e risposte concrete a centinaia e centinaia di persone, lavoratori Cup, che oggi sono qui e chiedono una soluzione rapida e concreta alle vergognose condizioni a cui, l’affidamento della nuova gara d’appalto, li sottopone, tra tagli al salario e demansionamenti, comportando una vera e propria umiliazione e privazione della propria dignità”.

“La vicenda dei lavoratori del Cup va risolta ora, oggi con atti concreti non con ordini del giorno ipotetici che non servono a nessuno se non alla maggioranza per lavarsi la coscienza. Dobbiamo delle risposte a questi lavoratori che vedono minato il loro futuro, il loro lavoro, la stabilità della loro famiglia. Ci batteremo – conclude – sino alla fine e senza tentennamenti affinchè queste risposte arrivino e siano contenute in atti amministrativi chiari e non interpretabili”.