terza media

Gli alunni di due classi della terza media Torquato Tasso di Latina hanno incontrato oggi il presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti. L’iniziativa rientra nell’ambito di un progetto che la scuola porta avanti da quattro anni “Cronisti sui banchi di scuola”, con la collaborazione del giornalista Antonio Bertizzolo.

I ragazzi, molto preparati, sono entrati all’inizio timorosi all’interno del palazzo di giustizia di piazza Bruno Buozzi, accompagnati dalle insegnanti Giuseppina Marchetto e Annalisa Balestrieri. Hanno potuto vedere le aule all’interno delle quali si svolgono i processi civili e penali e gli uffici. Poi hanno conosciuto la presidente e piano piano la tensione si è sciolta.

Caterina Chiaravalloti ha messo gli alunni a proprio agio, nella biblioteca del tribunale, iniziando a raccontare episodi accaduti nelle scuole dei suoi figli e, partendo da una esperienza personale è passata a parlare di bullismo, droga, violenza sulle donne. Argomenti che i ragazzi sentono vicini, perché possono toccarli sulla loro pelle.

Io sono una che ha fatto scherzi anche pesanti – ha detto la presidente – ma allo scherzo collettivo verso chi è più fragile bisogna stare attenti. Non solo perché si può commettere un reato, ma anche perché si viola qualcosa in cui crediamo, come il rispetto”.

Ha quindi affrontato il tema del pericolo di Internet per i giovani, spiegando che può manifestarsi anche soltanto nell’accettare un’amicizia. Un caso particolare che ha raccontato è quello di un ragazzo che credendo di parlare con una bella ragazza è caduto nella trappola di una persona che invece ha iniziato ad estorcergli denaro. La cosa importante allora è quella di parlare con un adulto. Con i genitori principalmente, ma anche con un professore. “Sappiamo tutti riconoscere qual è quello meno austero, con cui possiamo confidarci”.

Sulla violenza sulle donne, quando era al tribunale di Castrovillari Chiaravalloti ha assistito ad un processo difficile. Una ragazzina di 16 anni, Fabiana Luzzi, bruciata viva dal fidanzato. Questo per far capire, con l’esempio peggiore di femminicidio, che dei segnali c’erano stati in precedenza, di liti e di percosse e che bisogna confidarsi. Non avere vergogna di parlare a chi può aiutarci.

La presidente ha quindi spiegato che le ragazze in questa società sono molto esposte, ma non solo come vittime. “Subiscono la suggestione di crescere socialmente svendendo il proprio corpo. E la responsabilità è della società che negli ultimi anni ha dato esempi sbagliati, anche arrivati da chi è riuscita a diventare addirittura ministro”. “Per questo – ha aggiunto – è importante la tutela dei valori del merito”.

I ragazzi hanno potuto fare delle domande e tra queste hanno chiesto proprio se a Latina sono molti i reati contro le donne. La risposta è stata affermativa. Denunciare non è facile, perché bisogna affrontare le conseguenze di un processo, ma è l’unico modo per uscire dall’incubo. “Più saranno le denunce più questi reati diminuiranno”.

I ragazzi, molto attenti all’attualità, hanno chiesto a Chiaravalloti anche un parere sulla legge sulla legittima difesa. E la risposta è stata esaustiva. Soddisfatte anche le professoresse che hanno visto i loro studenti attenti e impegnati e che avranno tanto materiale per scrivere nuovi ed interessanti articoli. La conoscenza e la curiosità di imparare, sono una difesa fortissima contro i pericoli di tutte le età.