di Redazione – Le condizioni economiche delle famiglie del Lazio hanno subito un grave peggioramento nell’ultimo anno e in generale negli ultimi 20 anni. A rilevare i dati relativi al tenore di vita degli abitanti della nostra Regione è stato uno studio condotto dalla Uil di Roma e Lazio che ha preso a campione gli ultimi 20 anni dal 1993 al 2013, soffermandosi con maggiore attenzione al post 2007, anno in cui si fa iniziare la crisi economica che ha colpito il nostro Paese.
Se nel 2012 più del 50% (52,9%) delle famiglie laziali lamentava un peggioramento nella propria condizione economica, nel 2013 è quasi il 60% (58,6%) a dichiarare di aver modificato in peggio il proprio tenore di vita, mentre il 37,7% lo ha mantenuto invariato e solo il 3% ha registrato un miglioramento.
Quello del 2013 è il valore più alto in assoluto e supera anche quello del 2010 quando il 57% delle famiglie vedeva peggiorata la propria condizione economica.
“Adesso la situazione è ulteriormente precipitata – spiega Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio – e quasi il 60% dei cittadini della regione si trova in grosse difficoltà. Dato purtroppo in linea anche con il tasso di disoccupazione che, a livello nazionale, raggiunge il 12,2%, rispetto al 10,7% di un anno prima. Un contesto drammatico aggravato nella nostra regione da una tassazione elevatissima che deve assolutamente essere adeguata all’emergenza sociale che stiamo vivendo. Non solo non è concepibile un ulteriore aumento delle tasse – prosegue Bombardieri – ma bisognerà intervenire per bloccare immediatamente alcuni incrementi già disposti, come quello dello 0,6% dell’Irpef e soprattutto agire sul debito non penalizzando sempre i soliti noti – lavoratori e pensionati – ma attraverso una lotta reale contro gli sprechi, i super stipendi di cui abbiamo più volte denunciato gli scandalosi importi, la trasparenza del sistema di appalti”.





