giovedì 27 Gennaio 2022

Crisi idrica, Acqualatina: situazione grave, il nostro impegno non basta

La Regione Lazio ha finalmente chiesto lo stato di calamità naturale per la crisi idrica in Provincia di Latina. Acqualatina è soddisfatta: “Questo atto – interviene l’Amministratore delegato Raimondo Besson – assieme alle dichiarazioni dell’Assessore Refrigeri diffuse ieri, dimostrano la consapevolezza della gravità della situazione da parte della Regione Lazio. Sensibilità dimostrata già nell’incontro di qualche giorno fa, convocato proprio dalla Regione. Del resto, è evidente, che ci troviamo di fronte ad uno stato di emergenza senza precedenti, che pone in difficoltà anche quelle gestioni, come Acqualatina, che in maniera preventiva hanno approntato azioni straordinarie.  Nel passato abbiamo affrontato, con successo, altre problematiche, come la depurazione (oggi siamo lieti che tutte le bandiere blu del Lazio siano nel nostro territorio) e l’arsenico, problema che abbiamo risolto con l’impegno di rilevanti risorse interne”.

E senza alcun finanziamento esterno, ricorda l’amministratore delegato, Acqualatina ha già avviato un piano straordinario per il risanamento delle reti ed il recupero dispersioni fisiche, “L’unica soluzione in grado di far fronte all’emergenza idrica, in maniera stabile, nel medio-lungo termine”. È stata mappata una rete di 4.000 km, su 1.600 km c0è un dispositivo di telecontrollo, mentre su 3.000 km c’è il controllo della pressione. E poi si procederà alla sostituzione delle reti ormai obsolete.

“Ma tutto questo, realizzato con un impegno di risorse straordinario, non basta. Oggi, infatti, siamo di fronte ad una crisi di portata tale da rendere insufficiente l’impegno che stiamo profondendo, per quanto straordinario”, ha aggiunto Besson.

Infatti la siccità è stata dura, ci sono interventi tampone come navi cisterna e dissalatori, ma servono interventi strutturali. “Esprimiamo, in particolare, – conclude Besson – un plauso al riferimento esplicito fatto dall’Assessore, alla necessità di finanziamento pubblico, in quanto siamo di fronte ad un impegno economico che non può (lo ripeto da tempo) ricadere solo sulla collettività attraverso le bollette. Impegno economico imprescindibile, però, in quanto necessario sia alla copertura immediata degli interventi urgenti che abbiamo già individuato e proposto, sia per assicurare nel medio termine l’integrale completamento del progetto recupero perdite fisiche, per il quale sono assolutamente necessarie risorse aggiuntive rispetto a quanto è possibile prevedere a carico della tariffa nel Piano degli interventi dell’ATO4″

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