sabato 2 Marzo 2024
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Criminalità, il silenzio delle istituzioni. Per Nasso Latina è tranquilla, Di Cocco: no, è il Far West

di Redazione – Si accendono le polemiche a Latina legate ai recenti episodi di criminalità. Giovanni Di Giorgi e Fabrizio Cirilli, rispettivamente sindaco e vice sindaco, sono a godersi le vacanze di agosto. Da loro ancora nessun intervento. Anche la questura e la prefettura si mantengono in silenzio e si limitano a far sapere che le indagini per chiarire gli ultimi fatti di cronaca sono in corso. Gli spari al tabaccaio di Via dei Mille, e le intimidazioni contro altre due attività di ristorazione stanno allarmando l’opinione pubblica. Qualcuno fa notare che l’amministrazione Zaccheo, nel 2010, di fronte a un’escalation di violenza simile non esitò a convocare il tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico. Invece oggi non sembra in programma niente di simile.

“Latina è una città tranquilla”. Ne è certo il “sindaco pro tempore”, Michele Nasso, che sta ricoprendo il ruolo di primo cittadino in assenza di Di Giorgi. Al Giornale di Latina l’assessore ha rilasciato dichiarazioni in cui si augura che i fatti di cronaca attuali siano “Una serie di bravate, di una vampata estiva senza troppo conseguenze”. E ha chiesto di evitare paragoni con altre città decisamente più pericolose: “Latina non è come quelle zone di frontiera tipo Casal di Principe, la costa pugliese dove si spara o la Calabria. Vivo in questa città da quando ero bambino – ha continuato Nasso – e non ho mai, nella mia lunga carriera di politico e imprenditore, avuto problemi o ricevuto pressioni di questo tipo”. E ancora: “Non mi pare che la gente blindi le macchine o stiano tutti con le finestre blindate. Latina è una città tranquilla e così resterà”.

Di diverso avviso Italo di Cocco, presidente di Ascom Latina. “Latina ormai è il nuovo Far West”, ha tuonato il rappresentante dei commercianti. “Il sindaco dovrebbe chiedere subito la convocazione del comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. – ha continuato Di Cocco – La malavita sta mettendo a rischio un’intera categoria , fatta di persone che vivono del proprio lavoro”. Di Cocco accusa le istituzioni di rimanere in silenzio, mentre la criminalità minaccia le attività commerciali. “Comunque polizia e carabinieri ci sono vicini. Con loro è in atto una sinergia per prevenire e denunciare episodi di racket e estorsioni”. E sulle imprese che chiedono maggiori controlli, Di Cocco sentenzia: “Ad oggi devo rilevare che il Comune non ha mantenuto l’occhio vigile e sotto questo profilo occorre fare molto di più”.

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