Claudio Moscardelli
L'ex senatore Claudio Moscardelli

Il Senatore Claudio Moscardelli, membro della Commissione Antimafia che ieri ha ascoltato il questore De Matteis, è intervenuto ancora una volta sulla criminalità a Latina. “Con la nomina in commissione antimafia ho ritenuto indispensabile utilizzare questa opportunità per ottenere tre obiettivi : 1) accendere i riflettori sulla ‘tranquilla provincia di Latina’; 2) esercitare ogni possibile pressione politica per sostenere l’azione di contrasto della criminalità da parte delle forze dell’ordine e dello Stato; 3) mettere in rilievo il caso Latina, considerato inesistente sino all’avvento del Questore D’Angelo e dopo di lui immediatamente rimosso”, così il senatore in una nota.

Per Moscardelli l’attività della Commissione, venuta a Latina nel dicembre del 2014, e le successive audizioni del Prefetto Faloni e del Questore De Matteis hanno fatto emergere la reale situazione della provincia di Latina e del capoluogo. “Criminalità organizzata radicata nel territorio, esponenti di primo piano a capo ad elevatissima pericolosità, insieme alla capacità spiccata di relazioni politiche ed istituzionali – continua Moscardelli – A Latina è stato squarciato il velo di ipocrisia con l’emersione dei caratteri veri di alta capacità criminale del clan Ciarelli Di Silvio, la contiguità e i rapporti con parte della politica e con le forze dell’ordine ed istituzioni. Alto numero di intimidazioni a magistrati e forze di polizia e arresti di componenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza al soldo dei clan sono le due facce opposte di una realtà sempre negata”.

Moscardelli passa poi a commentare l’audizione del Questore De Matteis: “Ha puntato il dito sulle contiguità e sulla facilità di rapporti tra criminali e politica e istituzioni. Sconcertante la vicenda dell’interrogazione parlamentare di Maietta ufficialmente presentata e però smentita dal deputato che ha negato di esserne l’autore. Interrogazione con carattere fortemente intimidatorio nei confronti del Questore. Abbiamo appreso in audizione che l’autore è il dottor Melaragni, l’ex capo di gabinetto del sindaco Di Giorgi. Come è potuto accadere?”.

Per il senatore i vertici delle forze dell’ordine, da De Matteis, a Calvi per i Carabinieri e Reccia della Guardia di Finanza, stanno facendo un lavoro eccellente e coraggioso. “Ma non basta. Può essere bloccato. Molti rapporti e ruoli debbono essere ancora individuati e colpiti – questo il timore di Moscardelli -. Molti sono ancora i silenzi assordanti di chi ha ruoli istituzionali e politici. Troppi ancora coloro che negano o minimizzano. Tutto questo l’ho denunciato dal 2006 e all’inizio sono stato spesso ignorato, attaccato o criticato, con l’unico sostegno di giornalisti coraggiosi. Occorrono uomini coraggiosi – conclude -, continuità di azione, salto di qualità dei mezzi con la squadra mobile elevata di fascia o con organico equivalente e sostegno politico all’azione delle forze dell’ordine per sradicare le organizzazioni criminali, far emergere legami con economia, professioni e politica per tagliarli … insomma per far vincere lo Stato!”.