“Alle 18.00 costretti a chiudere, ma avere un futuro è un nostro diritto”.

È questo il messaggio del manifesto che migliaia di bar, ristoranti, pub e altre imprese della somministrazione aderenti a Fiepet Confesercenti affiggeranno sulle proprie vetrine per protestare contro le restrizioni introdotte dall’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri.

Un grido di dolore che si sta alzando unanime da parte di tutti quei settori che, di nuovo, e maggiormente, risentiranno dell’inasprimento delle misure per prevenire il dilagare dei contagi da Covid 19.

La situazione è drammatica. E sono pochi quelli che, considerati anche gli imponenti investimenti effettuati per adeguarsi alle misure del post lockdown, vedono qualche spiraglio per il futuro delle proprie aziende e dei propri dipendenti.

“Il provvedimento mette in lockdown la somministrazione. Bisogna – spiega Corrado Luca Bianca, direttore nazionale di Fiepet Confesercenti – intervenire subito o le imprese non resisteranno”.

Il sostegno assicurato non deve quindi restare un’ipotesi ma deve tradursi con immediatezza in realtà.

“Il Governo deve agire: servono ristori adeguati, soluzioni per gli affitti e per il credito, meno burocrazia. E, soprattutto, è necessario che i sostegni del decreto legge ristori arrivino fin da subito. Non c’è più tempo da perdere: bar, ristoranti e pub sono già ai limiti dopo un anno disastroso, lo stop decretato dal DPCM rischia di far saltare – conclude – migliaia di attività e di posti di lavoro; Invito tutti gli operatori a stampare ed affiggere la locandina”.