martedì 18 Giugno 2024
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Covid a scuola, le nuove regola in vigore da oggi

Entra in vigore da oggi in tutta Italia, e quindi anche in provincia di Latina, il nuovo protocollo per la gestione di casi di covid 19 all’interno degli istituti scolastici. L’obiettivo, stante il fatto che ormai la quasi totalità della popolazione è stata vaccinata, è quello di tenere i ragazzi il più possibile in presenza, evitando che si faccia ricorso alla tanto criticata DAD.

Per cui, da oggi, la quarantena per l’intera classe nella quale siano stati individuati casi conclamati di covid, scatta soltanto in presenza di tre positivi. Previsti anche provvedimenti diversi a seconda della fascia d’età degli alunni e dello status vaccinale. In presenza invece di uno o due casi positivi, i compagni di classe faranno un test il prima possibile, definito “T0”, e se il risultato è negativo si potrà rientrare a scuola (l’esame verrà ripetuto dopo 5 giorni). Nel caso di meno di tre positivi i vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi faranno la sorveglianza con testing, mentre i non vaccinati la quarantena.

Nel vademecum inviato alle scuole, si specifica una disciplina diverse per le classi dell’infanzia. In caso di positivi, test subito e una quarantena di dieci giorni, al termine della quale bisognerà effettuare un altro esame. Protocollo diverso per gli insegnanti: per loro la valutazione è in carico alle autorità sanitarie, il provvedimento dipenderà dal tempo di permanenza nella stanza e dal contatto diretto con il caso positivo. Il preside sospenderà “in via eccezionale ed urgente” le lezioni nel caso in cui le autorità sanitarie “siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente”. Il protocollo prevede, comunque, che il dirigente informi la Asl, individui i “contatti scolastici” e li sospenda temporaneamente dalle lezioni, “trasmetta ai contatti scolastici le indicazioni standardizzate preventivamente predisposte dal DdP” e “segnali al DdP i contatti scolastici individuati”. I dati sui vaccinati non sono nella disponibilità della scuola e “quindi non vanno trattati”.

Un nuovo approccio che non convince fino in fondo l’Associazione presidi (Anp): “Prendiamo atto del supporto operativo fornito per adempimenti che, ribadiamo, non rientrano nelle prerogative dei dirigenti scolastici. Il Ministero non può limitarsi a fornire indicazioni e continuare a non avere consapevolezza della gravità della situazione”.

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