Giovanni Frusciante

Ha raccontato anche al giudice del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota, la sua storia la giovane di 22 anni attratta in Italia con la promessa di un lavoro e costretta a prostituirsi. Questa mattina si è svolto l’incidente probatorio, che permette di cristallizzare una prova come quella della testimonianza della vittima di un reato, se si pensa che in seguito non sarà possibile. La ragazza evidentemente provata da questa terribile esperienza vuole infatti tornare a casa, in Romania, e riabbracciare la sua bambina di 7 mesi che aveva lasciato sperando in un futuro migliore per entrambe.

Invece era finita sulla strada, costretta da chi l’aveva accompagnata in Italia, a cedere il suo corpo per denaro che doveva consegnare ai suoi aguzzini. Poi l’incidente. Mentre era al bivio per Aprilia qualcuno l’ha investita. Una occasione che la 22enne ha colto al volo, lontano dai suoi carcerieri, una volta in ospedale, li aveva denunciati.

Oggi, alla presenza degli avvocati dei due indagati, i difensori Angelo e Oreste Palmieri e Sinuhe Luccone, la donna ha confermato le accuse, sembra però solo a carico di uno dei due. L’altro non avrebbe sfruttato lei ma un’altra ragazza e non sarebbe andata a prenderla in Romania per accompagnarla nel nostro Paese. Le indagini sulla incresciosa vicenda proseguono.