di Redazione – Dal carcere di Rebibbia all’Ospedale Pertini di Roma. Il carcere non sta affatto giovando alla salute del giudice Antonio Lollo, il magistrato finito nell’occhio del ciclone per lo scandalo corruzione che ha investito la sezione fallimenti del Tribunale di Latina. Il principale accusato, arrestato 12 giorni fa, ha trascorso molti giorni nell’infermeria del penitenziario. Ma le sue condizioni psico-fisiche sarebbero peggiorate tanto da aver indotto i medici a optare per il trasferimento nell’ospedale romano, attrezzato per ricevere i detenuti.
Il giudice Lollo ha da sempre manifestato forte insofferenza per il carcere. Ora il trasferimento in ospedale può essere anche interpretato come un “premio” alla presunta collaborazione che avrebbe manifestato al Gip che lo ha interrogato. Antonio Lollo del resto nelle intercettazioni ha mostrato di essere ben consapevole dei rischi che correva con il sistema di corruzione che aveva orchestrato. “Si risolve, magari in Cassazione, ma si risolve”, diceva alla moglie prima che scattassero gli arresti. Ora la scelta di collaborare, mai confermata né dalla difesa, né dagli inquirenti, è però l’unica opportunità che ha il Giudice per tentare di ridurre la pena e magari di ottenere una condanna che non sia da scontare in carcere.





