Una situazione che sta sfuggendo di mano e che, allo stesso tempo, deve essere ricondotta sui giusti binari se si vuole evitare il peggio.

I numeri nel Lazio hanno abbondantemente suoerato quota 1000 contagi al giorno. Gli ospedali continuano a ricoverare persone che necessitano di cure specifiche a dimostrazone del fatto che il coronavirus non è meno insidiolso o pericoloso di prima.

Ma per le istituzioni la battaglia più difficile è quella che di far rispettare alle persone le regole che si mettono nero su bianco.

Misure troppo rigide si vogliono evitare ma il buonsenso non basta più soprattutto perchè non viene adeguatamente utilizzato.

Ne è convinto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che a margine di un incontro non ha usato messi termini.

La curva dei contagi deve scendere. Per farlo dobbiamo abbassare il numero di persone che circola, portiamo la mascherina e stiamo attenti in famiglia. C’e’ bisogno di far seguire alle regole la responsabilità individuale, ci sono stati casi isolati di chi ha voluto fare il furbo come il bar che ha riaperto dopo un quarto d’ora, bravi bella cavolata quella fatta. Io oggi dovevo fare il sopralluogo al cantiere non l’ho fatto, e’ un atto di responsabilità, ho cancellato molti appuntamenti perche’ genererebbe uno spostamento di persone. Bisogna diradare i contatti delle persone“.

Quindi si procede sulla strada che mira a tenere le persone il più possibile distanziate riducendo le possibilità di incontrarsi.

“Scriverò a tutti gli uffici pubblici per lo smart working, e sentiro’ le universita’ e i rettori per le misure indicate. Dobbiamo abbassare il volume di circolazione degli individui in citta’, ma mi sembra che tutti lo abbiano capito. Per almeno un mese dobbiamo alzare il livello di attenzione – conclude Zingaretti – per abbassare la curva. Portare lo smart working al 70% e’ un passo importante. Scrivero’ anche alle aziende private”.