Home Cronaca Coronavirus, treni come carri bestiame. La rabbia dei pendolari “Più tutele per...

Coronavirus, treni come carri bestiame. La rabbia dei pendolari “Più tutele per le discoteche che per noi”

0

Sicurezza, riqualificazione, efficienza. Questa la richiesta avanzata da mesi, e rimasta senza alcuna risposta, dai pendolari e dai cittadini alle prese con mezzi pubblici nel degrado e misure per la propria salute e sicurezza al lumicino.

“Ci siamo confrontati a distanza, discusso, elaborato idee organiche, che abbiamo inviato alle istituzioni, assessorato alla mobilità della Regione Lazio in primis. Sono idee di riqualificazione dei servizi in un contesto di sicurezza per passeggeri e lavoratori. Travalicano l’ambito del trasporto pubblico locale e delle sole ferrovie regionali ex-concesse e coinvolgono il sistema dei trasporti regionali”.

Si apre così la nota a firma del Comitato Pendolari Roma Ostia, Comitato Pendolari Roma Nord, Sferragliamenti dalla Casilina, Comitato Pendolari FL8 a Carrozza, Associazione Pendolari Stazione Minturno Scauri e Comitato Pendolari Orte.

Tra le proposte avanzate l’ aumento delle corse con i mezzi disponibili e recuperabili, l’integrazione dei servizi ferroviari con bus e pullman turistici, anche per dare ossigeno ad un settore gravemente colpito.

“Tutto – spiegano – per arrivare entro settembre alle stesse corse assicurate fino a febbraio scorso, per aumentare l’offerta da metà settembre, contando anche sulla riduzione della domanda dei “lavoratori” e sulla spalmatura degli orari di punta di entrata/uscita di uffici, fabbriche e scuole. Sono seguiti incontri in video conferenza, contatti e documenti d’approfondimento. Speravamo che la Regione fosse in grado di raccogliere la sfida dell’emergenza sanitaria e della crisi economica, per migliorare il sistema dei trasporti pubblici, a cominciare da quelli su ferro, e di confrontarsi con i pendolari nel merito, dando risposte misurabili”.

Oggi la preoccupazione è rivolta ad una assenza di organizzazione che si ripercuoterà su pendolari e cittadini anche a seguito dell’ordine del giorno, del 6 agosto, con cui le Regioni “chiedono a Governo, Ministero della salute e Comitato tecnico scientifico, di non insistere su distanziamenti di almeno un metro a bordo dei mezzi, misurazione temperature, durate dei viaggi e di accontentarsi dell’invito a indossare le mascherine”.

“Non contenti del limite di capienza dei mezzi, portato con l’ultimo decreto della presidenza del 7 agosto ad un insostenibile 60%, vorrebbero togliere qualsiasi limite, qualsiasi fragile diaframma per la difesa della salute pubblica di chi opera e di chi viaggia ogni giorno sui mezzi pubblici delle regioni. Chiediamo – concludono – all’assessore alla mobilità, Mauro Alessandri, e alla sanità, Alessio D’Amato di non piegarsi a tutto questo. Tra gli addetti ed i frequentatori delle discoteche della Costa Smeralda ed i lavoratori e i pendolari del trasporto pubblico del Lazio, l’unica differenza e che i primi, alla fine, sono stati controllati per l’eventuale positività, noi no”.

Exit mobile version