Lo dobbiamo ammettere. Responsabilità e buon senso sono termini per molti, moltissimi, italiani, purtroppo vuote.

Lo dimostra quanto sta accadendo a seguito delle misure, attuate per decreti dal Governo, per contenere la diffusione del Covid 19.

Stiamo vivendo un momento storico dove neanche la paura o le possibili sanzioni riescono a rappresentare un freno agli atteggiamenti di chi, noncurante della propria salute ma soprattutto menefreghista rispetto a quella degli altri, continua ad uscire, ad andare a correre, ad incontrarsi per strada, a fare tutto quello che non si dovrebbe per risolvere quella che è un’emergenza sanitaria di portata mondiale.

Un’emergenza che ha comportato il blocco delle aziende, la chiusura di migliaia di piccole e medie imprese, la perdita del lavoro per decine di migliaia di persone e che sta portando lo Stato, già in condizioni economiche precarie, al default.

L’atteggiamento di quelle persone sta incidendo negativamente anche sullo stato di salute della nostra economia perché dà gambe al virus su cui diffondersi ampliando lo spettro dei contagi.

L’irresponsabilità di quelle persone deve essere fermato, con ogni mezzo, con ogni strumento che non sia, come purtroppo molte delle ordinanze emesse, oggetto di interpretazione.

Per questo è arrivato il momento di assumere decisioni rigide, nette, per fermare non il singolo ma un modo di agire che sta prolungando e prolungherà ‘impossibilità per noi imprenditori di tornare a fare quello che abbiamo sempre fatto, produrre, creare occupazione, contribuire alla crescita del sistema Paese.

Noi imprenditori non vogliamo uno Stato assistenzialista ma uno Stato che abbia la capacità di agire senza se e senza ma per metterci, di nuovo, nelle condizioni di fare il nostro lavoro e di garantire quello dei nostri dipendenti in tutta la sicurezza che meritano.

Per questo si deve mettere in campo l’esercito. Non mi riferisco a carri armati che girano per le strade ma ad un presidio armato di ogni singolo territorio mirato a svolgere il ruolo di deterrente verso chi “trovata la norma sceglie il modo migliore per aggirarla”.

Per rendere più stringenti i controlli al fianco delle forze dell’ordine.

La libertà del singolo è un bene prezioso ma termina nel momento in cui mette a rischio quella di intere comunità.